Contatti tra l’allenatore bianconero e il numero uno di Exor dopo la sconfitta contro la Fiorentina: dalla porta all’attacco il tecnico ha ben chiare le priorità, ma senza Champions servirà anche cedere…
Giornalista
20 maggio – 18:25 – MILANO
L’asse tra Luciano Spalletti e John Elkann è saldo, il canale aperto. Tra i tanti dubbi che circondano la Juventus da quando il percorso verso la prossima Champions League ha iniziato a costeggiare un crepaccio chiamato “mancati ricavi”, l’allenatore ha deciso di rilanciare e di rilanciarsi. La sconfitta dell’Allianz Stadium contro la Fiorentina lo ha visibilmente distrutto e le sue parole nel post-gara hanno trasmesso un sapore amaro da sfogo liberatorio, ma sùbito dopo il match il tecnico ha inviato un segnale alla proprietà, ribadendo il suo progetto per la Signora di oggi e di domani. Il messaggio è che nessuna caduta può scalfire la determinazione dell’ex commissario tecnico. Certo, il fondamentale pre-requisito è la fiducia della proprietà, ma i contatti con l’amministratore delegato di Exor sono piuttosto frequenti e proprio in coda a questa stagione – probabilmente subito dopo il derby della Mole – i vertici si confronteranno per scattare sui blocchi di partenza del 2026-27, qualunque sia l’esito dell’ultima giornata di Serie A. Innanzitutto, l’ex commissario tecnico ha chiaro in mente quali siano le esigenze dell’organico che ha attualmente tra le mani.
I tasselli—
Quando pensa alla Juve che verrà, prima di tutto Spalletti considera il portiere Alisson che il club proverà a prelevare dal Liverpool prima del Mondiale. Ma non basta. Luciano si immagina più o meno un rinforzo per reparto, in alcuni casi con già un nome e un cognome e in altri casi sotto forma di identikit: un esempio è un regista che possa ricalcare le mansioni ricoperte da Lobotka a Napoli. In difesa, invece, già in occasione del doloroso pareggio contro il Verona l’allenatore aveva bacchettato i suoi difensori per le carenze in fase di impostazione e, pertanto, un centrale con i piedi buoni è nella lista dei desideri: era circolato il nome del suo ex pupillo Kim Min-jae, oggi al Bayern, ma il sudcoreano compirà 30 anni a novembre e in Baviera è sembrato meno brillante che ai tempi della Serie A, in una stagione con meno di 2000′ giocati con i tedeschi. Anche sulla trequarti lo stesso Spalletti ha manifestato in diversi casi la necessità di un talento che sparigli le carte e sblocchi le situazioni di stallo dovute alle difese chiuse, ma senza Champions League le possibilità che Bernardo Silva scelga Torino si avvicinano allo zero: la dirigenza dovrà sondare il mercato in cerca di un’alternativa valida. Infine in attacco è nota la mancanza di una punta più fisica rispetto a quelle disponibili oggi e il solo Randal Kolo Muani – che il Paris Saint-Germain vorrebbe cedere a titolo definitivo – potrebbe non bastare. Il rinnovo di Dusan Vlahovic completerebbe il quadro del reparto avanzato, ma l’esito positivo non è scontato. Anche in questo caso, eventuali alternative sono al vaglio degli uomini mercato.
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questione di soldi—
Non tutti i sogni diventano realtà, ovviamente, e soprattutto senza i 55-60 milioni della Champions League una campagna acquisti così aggressiva deve essere finanziata da qualche sacrificio: i calciatori a cui dire addio saranno identificati incrociando i nomi teoricamente non indispensabili per Spalletti e i profili per cui arriveranno offerte economiche concrete, conditio sine qua non. Insomma, tutto è in divenire e l’estate bianconera rischia di essere particolarmente tortuosa nel tentativo di far quadrare il bilancio e allo stesso tempo rispondere alle esigenze di alzare il livello della rosa. Spalletti ed Elkann continueranno a confrontarsi anche su questo e per l’inizio della prossima settimana è previsto un incontro per definire i primi passi concreti delle strategie. Salvo clamorose sorprese dal derby di fine stagione…
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