Carrara, 20 maggio 2026 – E’ stato consegnato in provincia di Bergamo il premio di Sos Solidarietà per la ricerca oncologica: a vincerlo Margherita Ambrosini, 33 anni, giovane dottoressa di Carrara dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Un curriculum già importante per una ricercatrice con già all’attivo molte pubblicazioni e con esperienze all’estero. 

Ad essere premiato – come spiega AgenSalute – è uno studio di ricerca accademica, sviluppato nell’ambito dell’Oncologia Medica Gastroenterologica dell’Istituto milanese (diretta dal dottor Filippo Pietrantonio) e pubblicato nel 2024 su Annals of Oncology, che aveva come oggetto l’efficacia dell’immunoterapia nei pazienti con tumore del colon retto avanzato caratterizzati da una mutazione (rara) dei geni.

PROFESSOR MARIO SANTINAMI

L’Istituto nazionale dei tumori di Milano

I pazienti con queste mutazioni beneficiano in maniera importante delle cure immunoterapiche, anche più della chemioterapia. Questo ha dimostrato lo studio sui dati di 27 pazienti provenienti da centri italiani e internazionali. 

“Un opzione nuova per i malati”

“Abbiamo dimostrato per la prima volta che effettivamente i pazienti con queste mutazioni beneficiano in modo marcato dal trattamento immunoterapico”, spiega la dottoressa Ambrosini: “Di fatto, si apre la strada per un’opzione nuova di cura per malati che altrimenti non avrebbero potuto avvalersi di una chance del genere”.

Chi è Margherita Ambrosini

Un orgoglio di Carrara la dottoressa Ambrosini, che già nel 2025 aveva ricevuto un premio per il suo studio conferito proprio dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Si è diplomata al liceo scientifico Marconi e poi ha frequentato la facoltà di Medicina e Chirurgia di Pisa dove si è appassionata l’ultimo anno al percorso dell’Oncologia in reparto con il professor Alfredo Falcone e la professoressa Chiara Cremolini.

Ha svolto il lavoro di tesi sull’oncologia gastrointestinale e successivamente ha vinto il concorso per la specializzazione all’Istituto Nazionale Tumori di Milano dove ha continuato a occuparsi di oncologia gastrointestinale. Nel 2024 ha fatto un anno di formazione e ricerca a Parigi all’Ospedale Europeo Georges Pompidou dove si è occupata di ricerca a tempo pieno e si è specializzata a novembre scorso. Adesso lavora come dirigente medico nel gruppo dell’oncologia gastrointestinale dell’Istituto Tumori di Milano, il suo mentore è il direttore dottor Filippo Pietrantonio.

Una famiglia dedita alla scienza: la madre della dottoressa Ambrosini è Rosaria Vatteroni, professoressa di matematica al liceo scientifico Marconi di Carrara. Walter Ambrosini, il padre, è professore a Ingegneria a Pisa. Iginio Dell’Amico, lo zio, è un gastroenterologo conosciuto.