PESARO L’amarezza per l’eliminazione in gara 5 dei quarti di finale playoff nel derby dell’Adriatico contro Rimini non cancella l’ottima annata disputata dai biancorossi, che ad inizio stagione non erano partiti certamente con i favori del pronostico, ma strada facendo hanno fatto ricredere tanti addetti ai lavori. La Serie A1 è sfuggita purtroppo per un soffio in stagione regolare, complice il ritiro di Bergamo durante il campionato, ma anche qualche fischiata dubbia da parte degli arbitri. Esempi? Il fallo di sfondamento non fischiato a favore della Vuelle nel match contro Brindisi o la decisione ribaltata a Scafati dopo che era stata assegnata la palla alla Vuelle.
Il gruppo
Il grande rammarico è che gruppi di ragazzi così in gamba non capitano purtroppo tutte le stagioni e la sensazione ad oggi è che diversi giocatori saluteranno purtroppo Pesaro, dopo una annata in cui sono cresciuti e pronti giustamente anche per provare a fare il salto in Serie A. L’esempio più eclatante è quello di Alessandro Bertini, arrivato a Pesaro senza tanti clamori, che però nel corso della stagione ha fatto vedere ottime cose su entrambi i lati del campo e non a caso Trento ci ha messo subito gli occhi sopra.
L’analisi
Nel dopo derby perso con Rimini ha preso la parola anche il direttore sportivo Nicola Egidio per una prima analisi di stagione e serie playoff. «Chiaramente quella di martedì non è stata la serata dolce che tutti ci aspettavamo, però vale la pena sottolineare alcuni aspetti importanti. Per prima cosa – ha rimarcato il ds – in gara 5 c’è stata la dimostrazione concreta di quanto si sia riacceso l’entusiasmo, visto che ad agosto eravamo partiti con grande sfiducia generale, come era normale che fosse visto che la stagione precedente era stata piuttosto altalenante, mentre questa annata è stata meravigliosa.
Dal mio punto di vista è mancata solo la ciliegina sulla torta a questa stagione fantastica, che non è da ricercare nella sconfitta in gara 5 contro Rimini ma nella stagione regolare, visto che meritavamo la promozione al di là di quello che è successo senza stare a rivangare il passato. Questi sono dati oggettivi. Siamo riusciti per tanti mesi a giocare bene ottenendo il massimo risultato e quindi la nostra uscita dai playoff non pregiudica il percorso fatto e non deve essere presa come parametro di giudizio per giudicare l’operato della dirigenza, dello staff tecnico e dei giocatori che sono i protagonisti di questo sport».
L’inerzia
«Ci siamo presentati in gara 4 con poche chance di portare a casa la vittoria a livello di aspettative – ha ricordato Egidio – mentre per gara 5 sembrava essere ricambiata l’inerzia. In gara 5 sono emerse le individualità dei giocatori di Rimini, che hanno messo in mostra le loro qualità balistiche in una partita secca, visto che era la quinta di una serie. A mio avviso è stata come una finale e anche per la Serie A2 credo che non ci sia stato spot migliore, visto che è stata una serie con alti spunti tecnico tattici. Pesaro in diretta Rai ha dato dimostrazione di grande forza e vitalità cestistica».
L’obiettivo
Adesso da parte dei dirigenti biancorossi sarà fondamentale continuare a coltivare questo entusiasmo ritrovato nel corso della stagione e per farlo bisognerà in primis cercare di confermare se non tutti almeno una parte degli uomini fondamentali di questa formazione, che hanno poi permesso di giocare un campionato andato oltre le aspettative iniziali.