Enrico Papi torna con una nuova edizione di Sarabanda, versione Celebrity. Nella prima puntata di giovedì 22 maggio ci saranno due squadre a sfidarsi: il primo team sarà formato da Jake La Furia, Donatella Rettore, Paolo Ruffini e Violante Placido; il secondo vedrà in gara Anna Tatangelo, Elisabetta Gregoraci, Fabio Fognini e Roberto Lipari.
Enrico Papi, chi è
Enrico Papi nasce il 3 giugno 1965 a Roma. Si diploma al liceo classico Sant’Apollinare di Roma e si iscrive in seguito all’università per studiare Giurisprudenza, ma interrompe gli studi poco dopo per approfondire il suo lato più artistico e da inizio alla sua carriera nel mondo dello spettacolo con il teatro e il suo cabaret. Papi arriva al successo piano piano, aprendo i concerti di importanti artisti come Fiorella Mannoia e Ivan Graziani.
Il matrimonio e la fluidità

Nella vita privata di Enrico Papi c’è spazio anche per qualche retroscena del passato. Valeria Marini, in una vecchia intervista, ha raccontato di aver avuto una storia con lui agli inizi delle rispettive carriere. Il conduttore, interpellato dal Corriere della Sera, ha preferito non sbilanciarsi: «A Valeria voglio molto bene, ma ho la memoria del pesce rosso».
Centrale, invece, il matrimonio con Raffaella, raccontato senza filtri a Chi: Papi ha ammesso che la coppia ha “vacillato” più volte, ma sempre cercando di proteggere il rispetto reciproco. Sul tradimento, il conduttore ha spiegato: «Il tradimento è sopravvalutato, poi chiaramente tutto dipende dall’entità del tradimento stesso. Raffaella sa perfettamente che sono attratto dalla bellezza e che sono curioso per natura. Con questo non sto dicendo che siamo una coppia libertina ma nel nostro rapporto non regna l’ipocrisia. Nessuno è proprietario dell’altro». In passato Papi ha anche parlato della sua visione dell’amore e dell’identità, definendosi fluido: «Io potrei innamorarmi di un uomo o di una donna allo stesso modo, mai avuto nessun tipo di preclusione». Poi ha precisato di non aver avuto flirt con uomini, aggiungendo: «Potrebbe capitare e non ci trovo niente di male».