Il tedesco ha cambiato agente e ora può essere il sacrificato della difesa: su di lui anche i bavaresi. La dirigenza nerazzurra studia un piano di riserva per il futuro
Giornalista
21 maggio – 07:28 – MILANO
L’Inter, che inizierà velocemente a prendere forma nelle prossime settimane, resterà ancora un abito di alta sartoria, ma sarà cucito sempre più sulla taglia di Cristian Chivu. La squadra non cambierà nel profondo, ma cambierà dappertutto, sempre secondo le indicazioni dell’allenatore dobletista: una rivoluzione romena, dolce e non traumatica, però pur sempre una rivoluzione. A partire dalla difesa, in cui ci sarà un via vai più caotico di quanto ci si sarebbe aspettato, e non solo perché due vecchi leoni dovrebbero giocare sabato l’ultima partita in nerazzurro: Francesco Acerbi ha segnato al Barça un gol biblico l’anno scorso, difficilmente si troverà in giro un soldato più serio e affidabile di Matteo Darmian. Considerando la cessione più che probabile di un big del reparto, l’Inter sta seriamente pensando di prendere un paio di difensori di valore, con caratteristiche diverse da quelli già in rosa.
l’accoppiata—
A Tarik Muharemovic, mancino bosniaco che ha fatto piangere tutta Italia, compresi gli azzurri di Chivu, può davvero aggiungersi Oumar Solet, centurione dell’Udinese che da tempo riempie i pensieri dell’area sportiva nerazzurra, dal presidente Beppe Marotta al ds Piero Ausilio. La novità sta proprio nella risalita impetuosa del 26enne francese, vicino a trasferirsi a Milano già quando stava in trincea a Salisburgo e l’Inter lo sfidava in Champions tre stagioni fa. Sarebbe potuto trasferirsi anche l’anno passato, se non ci fossero state turbolenze nella vita privata: nel dettaglio, un’indagine per violenza sessuale (è stata chiesta l’archiviazione e il gup del tribunale di Udine dovrebbe pronunciarsi il 10 giugno). C’erano dubbi sulla tenuta in marcatura di Solet, che però compensa con spiccate doti in impostazione: sono perfette per il calcio intenso, sempre “in avanti”, che vuole produrre Chivu in maniera ancora più marcata rispetto alla prima stagione finita in gloria. La doppietta può avvenire solo a certe condizioni economiche, magari con un riscatto scontato dopo un prestito oneroso per il difensore del Sassuolo, con cui esiste da settimane un principio di accordo sul contratto, e un investimento non troppo robusto per il francesone residente in Friuli: in ogni caso, nella migliore delle ipotesi, servirebbero più di 50 milioni per il pacchetto completo. Tantino, se non fosse che all’orizzonte si vede già una certa agitazione attorno a Yann Bisseck, possibile pezzo pregiato da sacrificare all’asta: il tedesco non sarà negli Stati Uniti a giocarsi il Mondiale con i colleghi per scelta dolorosa del ct Nagelsmann, ma in Germania ha tanti estimatori. Il grande Bayern, ad esempio, sta valutando come aggiunta in difesa, ma non è l’unica squadra danarosa che in Europa guarda all’interista.
Inter Campione d’Italia: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99€/mese
grandi manovre—
Bisseck ha appena cambiato procuratore, giusto prima del gong che dà l’avvio alla campagna trasferimenti: strano tempismo, raramente è casuale in questi luoghi. Tra l’altro, l’agenzia di Giovanni Branchini, tra le più strutturate e serie del settore, ha un antico rapporto con la terra di Yann. Nelle ultime stagioni sono, comunque, piovute offerte per il tedesco e l’anno scorso il Crystal Palace aveva addirittura sfondato quota 30 milioni. Con una quarantina potrebbe partire e a quel punto Bisseck sarebbe il sacrificato del reparto: era la sorte a cui pareva destinato Alessandro Bastoni, almeno fino a quando il Barcellona non ha infilato la marcia indietro, di fronte al prezzo monstre (70 milioni) e ad alcuni dubbi tattici subentrati in un secondo momento nella testa dell’allenatore Flick. Adesso l’azzurro pare più saldo a Milano, a differenza del collega tedesco, e il prossimo anno potrebbe trovare attorno a sé nuovi centrali assai versatili. Muharemovic, come lui, usa il mancino, mentre Solet straripa col destro: entrambi, però, possono giocare indifferentemente in una difesa a 4 o a 3. Non è un dato secondario: l’Inter campione d’Italia vuole costruire un nuovo muro “mobile”, meno rigido rispetto al passato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA