Versilia, 20 maggio 2026 – Un lungo serpentone di appassionati ha accompagnato i ciclisti della decima tappa del Giro lungo tutta la Versilia litoranea, da Torre del Lago a Forte dei Marmi. Un serpentone fatto di grandi e di piccini, di cappellini e magliette rosa, di bandiere (anche del Carnevale) e di striscioni, di gioia e incitamento verso queste ‘locomotive umane’ capaci di generare emozioni anche se ti passano davanti agli occhi a 50 chilometri orari. C’è chi ha preferito il fresco del Viale dei Tigli, chi le suggestioni della Passeggiata e chi il comfort dei Viale a Mare di Viareggio, di Lido o di Forte dei Marmi.
Ha scelto il fresco della Pineta Gionata Bertolucci in compagnia del suo bambino Andrea che indossa anche il cappellino rosa: “Non potevamo perdere l’occasione di vedere Ganna, Vingegaard e la maglia rosa. Qui si sta tranquilli”. Gionata racconta anche una nota di colore divertente: “Il servizio di sicurezza cerca di frenare la maleducazione delle persone, che cercano di gettarsi in strada con i ciclisti vicino. È stato divertente però vedere quando ad attraversare la strada è stato uno sparuto gruppetto di papere. Loro sono state piú educate di molti. Hanno aspettato che la strada fosse libera”. Il carrista Fabrizio Galli è un grandissimo appassionato di ciclismo, tanto da salire in sella ogni qualvolta ne ha l’occasione. “Il ciclismo – dice dalla sua posizione davanti all’Orologio in Passeggiata – è salute, ma anche sacrificio. È uno sport nobilissimo. Sono felice per aver assistito alla partenza di Ganna, ora me ne sto qui perché c’è una prospettiva ottima che ti permette di vedere i ciclisti anche da 200 metri”.
Alfredo Trinchese ha trovato posizione davanti a Villa Selene, là dove i ciclisti terminano la Passeggiata e imboccano il Viale a Mare direzione Lido. “Ho incrociato prima il campione olimpico Elia Viviani – dice – e già questo mi soddisfa. Del ciclismo conservo uno dei primi ricordi di bambino. Proprio qui a Viareggio, proprio al Giro, vidi il trionfo di Giuseppe Saronni il 15 maggio 1982”. A Lido di Camaiore, altezza Arlecchino, c’è Nicola Mugnaini. “Ho approfittato della pausa pranzo – spiega -, solo per assistere al passaggio di Ganna. Un treno in casacca tricolore, ma è stata ugualmente un’emozione perché tutte le persone che erano assiepate attorno a me aspettavano il suo arrivo e ognuna diceva all’altra ‘sta arrivando’”. Infine a Forte dei Marmi, vicino al Pontile, se ne sta Claudio Maggi che della bicicletta ha fatto il suo lavoro. “Prima di venire qui – ride – ero in compagnia di Francesco Moser. Il ciclismo è una parte fondamentale della mia vita e mischiando lavoro e passione ho conosciuto tanti campioni italiani e non. Ricordo come se fosse oggi quando nel 1957 vinse Ercole Baldini una grande tappa con arrivo davanti a La Capannina. Il ciclismo e il Giro sono un serbatoio di ricordi”.