di
Gennaro Scala
A pochi giorni dall’uscita del docufilm Rafa, lo spagnolo rivela: «Rischiavo di soffocare, presi farmaci all’insaputa del mio team». Poi su Jannik: «È completo, distrugge la fiducia dei rivali. Alcaraz è l’unico rivale che ha»
Un corpo logorato da vent’anni di battaglie contro la natura, un presente fatto di confessioni senza filtri e uno sguardo lucido sul futuro del tennis mondiale. Alla vigilia del debutto della docuserie Netflix Rafa (in uscita il prossimo 3 giugno), Rafa Nadal si mette a nudo in un’intervista a Marca, Gazzetta dello Sport e Sky Sport.
Si parte dal buio. «Ho due perforazioni negli intestini per aver preso troppi antinfiammatori», dice. E ancora: «Dovevo camminare con una bottiglia d’acqua in mano, altrimenti rischiavo di soffocare con la mia stessa saliva». Particolari inediti del suo percorso per la grandezza, passato per le vie anguste del dolore.
Come per quel piede sinistro che, fin dal 2005, minacciava di fargli appendere la racchetta al chiodo a soli 19 anni. «I plantari usati per salvare il piede hanno finito per destrutturare tutto il resto del mio corpo. Ogni infortunio successivo è nato da lì». Fino al crollo psicologico del 2015, curato prima da uno psicologo e poi da uno psichiatra con l’aiuto dei farmaci: «Capii che non potevo più farcela da solo».
Il documentario in arrivo non sarà un’agiografia, ma il racconto crudo dell’ultimo anno di carriera del vincitore di 22 Grand Slam. Nadal rivela il prezzo altissimo pagato per restare competitivo: «La mia storia sul campo è già nota. Aveva senso raccontare il resto, la realtà di un problema cronico al piede iniziato nel 2005». Un calvario che lo ha spinto oltre i limiti della tolleranza medica: «C’era una linea sottile tra giusto e sbagliato. Ho deciso io quanti antiinfiammatori prendere, all’insaputa del mio team. Risultato? Ho subito due perforazioni agli intestini per i troppi farmaci. Ma senza quel rischio, forse avrei dodici Slam in meno».
Nadal fa chiarezza anche sulla salute mentale e sul ricorso a psicologi e psichiatri nel 2015: «In campo non controllavo le emozioni, fuori rischiavo di affogare nella mia saliva. Ho dovuto chiedere aiuto ai professionisti, assumendo farmaci che mi hanno teso la mano».
Se il corpo di Nadal è segnato dagli infortuni, quello di Jannik Sinner appare oggi come una macchina perfetta. Lo spagnolo non usa giri di parole per descrivere l’ascesa dell’altoatesino: «Ciò che sta facendo Sinner è qualcosa di molto, molto difficile, ha una costanza tremenda. Dopo l’Australia ha perso solo una volta, ha una serie di vittorie consecutive impressionante. Per lui provo la massima ammirazione».
Secondo il campione di Manacor, l’azzurro ha raggiunto una maturità totale: «È in un momento di estrema solidità, sia emotivamente che fisicamente. Ha introdotto varietà nel suo gioco, come i drop shot. Ormai è un giocatore completo. Chi vuole batterlo sa che deve giocare a un livello monumentale per un tempo lunghissimo, e questa consapevolezza distrugge la fiducia dei rivali».
Alla domanda su quale possa essere il tetto massimo del tennista italiano, Nadal risponde con filosofia: «Quale può essere il suo limite? La vita. Sarà la vita a decidere il suo tetto: la sua motivazione, la sua personalità, la risposta del suo corpo. Cose imprevedibili. Al momento sembra avere un solo vero rivale, che è Carlos».
Nadal analizza poi l’attuale panorama tennistico, vedendo un vuoto profondo dietro ai due nuovi re: «I rivali che dovrebbero insidiarli non riescono a essere costanti. Al momento ci sono solo Jannik e Carlos. All’orizzonte monitoriamo il giovane Rafa Jodar, ma ha bisogno di tempo».
Poi un messaggio di conforto per il connazionale Carlos Alcaraz, costretto a saltare la stagione sul rosso e sull’erba (compresi Roland Garros e Wimbledon) per un serio infortunio al polso: «Il suo stop non mi preoccupa. È una lesione che ho patito anche io due o tre volte. Carlos la supererà e recupererà al 100%. È un malanno che ha solo bisogno di tempo per guarire. Certo, è un enorme peccato che si perda tornei storici e bellissimi come Montecarlo, Madrid, Roma, Parigi e Wimbledon. Ma tornerà».
21 maggio 2026 ( modifica il 21 maggio 2026 | 18:00)
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