FiberCop, Kkr avvia la ricerca per il nuovo Amministratore Delegato, in pole Donnarumma, Bertoluzzo, Labriola e Patuano, inoltre, secondo le indiscrezioni de Il Giornale d’Italia, il MEF valuta il riacquisto della rete. Il nodo della Governance è stato affidato interamente a Sarmi, manager di lungo corso che ha ricoperto l’incarico di AD sia in Poste Italiane, sia in Siemens Italia e ha anche assunto il ruolo di Direttore Generale in Tim. La Governance andrebbe incontro ad una evoluzione, a Kkr spetterebbe la nomina dell’AD, in quanto prima azionista, e al MEF, secondo azionista, la nomina del Presidente, questo è quello raccolto da rumors all’interno di Palazzo Chigi. 

Il primo trimestre 2026 di FiberCop registra risultati in linea con il piano industriale

FiberCop ha diffuso i principali risultati economico-finanziari del primo trimestre 2026, evidenziando un andamento coerente con le attese di budget e con gli obiettivi industriali fissati per l’anno, in particolare ricavi a €888 milioni, EBITDAaL organico a €391 milioni e investimenti a €462 milioni. A sostenere la performance della società hanno contribuito il continuo avanzamento del piano di sviluppo della rete FTTH, una situazione di liquidità considerata robusta e una gestione del debito che ha consentito di mantenere invariata la guidance per il 2026.

Le motivazione dei nomi in pole: Donnarumma, Labriola, Bertoluzzo e Patuano

Tra i nomi in pole compare quello di Stefano Donnarumma che potrebbe essere nel toto nomi per la sua esperienza in infrastrutture, energia, trasporti e gestione industriale complessa. Compare il nome di Pietro Labriola che porterebbe la sua esperienza come Amministratore Delegato in Tim, ex proprietario di Fibercop. In questo caso, anche alla luce della scadenza del mandato prevista ad aprile 2027, in occasione dell’approvazione del bilancio 2026, la palla passerebbe in mano a Poste Italiane, prima azionista dell’operatore TLC, relativamente al quale Labriola potrebbe essere in pista per il tris. Non è, però, nemmeno esclusa la nomina come AD di Giuseppe Lasco. Il terzo nome in pole è quello di Marco Patuano che potrebbe essere nominato per la sua carriera in TimCellnex Telecom come AD. Paolo Bertoluzzo, invece, ha guidato l’evoluzione di Nexi fino alla sua uscita avvenuta nel marzo 2026.

I rumors raccolti all’interno di Palazzo Chigi precisano che Donnarumma è impegnato e concentrato sull’execution del piano industriale e che un’eventuale sua uscita alimenterebbe il nodo della successione relativamente alla quale sarebbe in pole Strisciuglio, attuale AD di Trenitalia e già pronto al bis, come anticipato da Il Giornale d’Italia, quindi,a cascata si aprirebbe l’ulteriore nomina di un CEO per Trenitalia.

L’inserimento dell’AD in Fibercop, quindi, potrebbe essere anticipato rispetto alla scadenza naturale del CdA prevista per aprile 2027 in occasione dell’approvazione del bilancio 2026, e concretizzarsi entro l’estate o subito dopo. Per la guida del gestore della rete in fibra un altro nome circolante è stato quello di Giuseppina di Foggia, già anticipato da Il Giornale d’Italia, che non ha trovato incastro con il fondo americano Kkr per poi approdare alla Presidenza di Eni.

Al vaglio del MEF il riacquisto dell’ex rete Tim, infrastruttura strategica del Paese

La decisione di anticipare l’inserimento di un AD sarebbe stata spinta dalla volontà di Kkr di accelerare ulteriormente sull’Execution del piano industriale. Inoltre, rumors raccolti da Il Giornale d’Italia, rivelano che non è escluso il riacquisto della rete, da parte del MEF o di Cdp, al fine, non solo di portare a casa una infrastruttura strategica per il Paese, ma anche di poter attuare il piano di integrazione con OpenFiber, sempre considerando il nodo dell’autorizzazione da parte dell’Antitrust. Kkr potrebbe uscire in anticipo dall’azionariato di FiberCop cedendo le proprie quote al MEF o a Cdp, mentre F2i potrebbe rimanerne all’interno seguendo il nuovo progetto di costruzione della rete.

Come è composto l’azionariato di FiberCop

L’azionariato di FiberCop è composto da un gruppo di investitori infrastrutturali e istituzionali internazionali, insieme allo Stato italiano. Il principale azionista è il fondo statunitense KKR, attraverso KKR Infrastructure, che detiene il 37,8% del capitale della società, configurandosi come socio di riferimento dell’operatore della rete. A seguire figurano il fondo pensione canadese CPP Investments con una quota del 17,5% e il fondo sovrano di Abu Dhabi ADIA, anch’esso presente con il 17,5%.

Una partecipazione rilevante è inoltre nelle mani del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che possiede il 16% della società, assicurando una presenza pubblica in un’infrastruttura considerata strategica per il Paese. Completa la compagine azionaria il fondo infrastrutturale italiano F2i, titolare dell’11,2% del capitale.