di
Rinaldo Frignani
Le parole del deputato M5s al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino. La Farnesina: «Tutti i partecipanti alla Flotilla, inclusi gli italiani, sono decollati dall’aeroporto di Eilat con tre voli charter Turkish»
L’Italia ha chiesto all’Unione europea di sanzionare il ministro israeliano della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, dopo gli abusi sugli attivisti della Freedom Flotilla. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «A nome del governo italiano ho appena formalmente chiesto all’Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l’adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani», ha scritto su X.
La Farnesina aveva fatto sapere che tutti i partecipanti alla Flotilla, inclusi tutti i cittadini italiani, erano decollati dall’aeroporto di Eilat con tre voli charter Turkish: parte degli attivisti sono atterrati all’aeroporto Fiumicino dopo le 23 (di giovedì 21 maggio ndr.) attesi da un gruppo di parenti e amici con bandiere della Palestina. . La conferma arrriva anche dal ministero degli Esteri israeliano in una nota diffusa dal Times of Israel. «Israele – si legge – non consentirà alcuna violazione del blocco navale legittimo davanti a Gaza».
«A noi è andata anche bene perché altri sono stati torturati, anche le donne e le persone anziane. Qualcuno ha riportato fratture, altri erano bendati per i colpi ricevuti in faccia. Altri ancora hanno subito violenze sessuali. Sono molto provato è stata un’esperienza terribile». Ha raccontato giovedì mattina il deputato pentastellato Dario Carotenuto al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino dopo essere stato rilasciato dalle autorità israeliane che hanno bloccato la seconda spedizione della Flotilla pro Palestina. Con il parlamentare anche l’inviato de Il Fatto Alessandro Mantovani.
«Quando ci hanno portato sul container – racconta ancora il deputato – gli israeliani ci hanno detto “ Welcome to Israel” e almeno a me niente altro ci hanno solo picchiato. A me hanno dato un pugno in un occhio e per un po’ non ci ho nemmeno visto. Molte persone sono state portate in infermeria dove la coordinatrice era la sorella della presidente irlandese, c’erano persone messe male. Ci hanno messo un braccialetto, io avevo il numero 147 mentre Mantovani il 167. A un certo punto ci hanno chiamato, ci hanno fatto avanzare ci hanno fatto voltare. Avevano i mitra spianati: è stato il momento peggiore della mia vita».
«Ammanettati e con le caviglie incatenate»
«Ci trovavamo sulla barca, a un certo punto ci hanno sparato addosso non so con quale tipo di proiettili per farci mettere tutti nella parte anteriore. Quindi hanno fatto sbarcare: abbiamo dovuto ammanettati e con le caviglie incatenate. Io sono stato anche spogliato sono rimasto in costume», ha aggiunto invece Mantovani, liberato nelle ultime ore insieme con il parlamentare. «Ci hanno anche preso a calci. Eravamo circa 180. A me hanno tolto gli occhiali».
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21 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 00:02)
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