Lo spagnolo fa il vice di Raya all’Arsenal, ma nel 2018 venne pagato la cifra monstre di 80 milioni dal Chelsea. E quest’anno potrebbe vincere la terza Champions con tre squadre diverse, dopo Blues e Real Madrid
Giornalista
21 maggio 2026 (modifica alle 18:46) – MILANO
Il palmarès quasi straborda: due Champions, una Europa League, un Mondiale per Club, una Supercoppa Uefa, una Premier appena conquistata, una Liga, una Supercoppa di Spagna. Mica male, per uno che teoricamente gioca poco-niente. Eppure, Kepa Arrizabalaga, portiere dalla complessa pronuncia tipicamente basca, il suo apporto lo regala eccome. Ovunque vada. A patto che la squadra sia inclusa nell’élite del calcio europeo: Chelsea, Real Madrid, Arsenal. E magari, in un futuro non molto lontano, pure l’Inter. Perché piani e sviluppi per la porta nerazzurra del futuro – a seguito del vicinissimo addio di Sommer – sono cambiati. E almeno ad oggi vedono in standby, se non del tutto “off”, l’arrivo a Milano di Guglielmo Vicario dal Tottenham. Con la conseguente promozione a titolare tra i pali di Josep Martinez. L’ex Genoa ha dimostrato sicurezza, affidabilità, più in generale di meritarsi più di qualche altra occasione da titolare. L’Inter condivide, ma a questo punto intende affiancare un altro profilo di spessore in grado di garantire lo stesso livello. E le caratteristiche devono essere ben precise: su tutte, esperienza e sicurezza.
vincente—
“Cercheremo il giusto mix tra giovani italiani e stranieri esperti” aveva confidato Marotta trattando il tema del prossimo mercato dell’Inter. Allora ecco che tutto prende forma, specialmente per caratteristiche: Kepa è straniero ed esperto soprattutto in ambito internazionale. Nella stagione 2020-21 ha vinto la prima Champions League con il Chelsea facendo da vice a Mendy, nel 2023-24 con il Real Madrid sempre da 12° (il titolare era Courtois), tra una decina di giorni si augura di ripetersi incitando dalla panchina Raya contro il Psg. Un’impresa, quella di vincere 3 Champions con 3 squadre diverse, riuscita nella storia solo a Clarence Seedorf (Ajax, Real, Milan) e Samuel Eto’o (Real, Barça, Inter).
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la parabola—
L’altro lato della medaglia per quanto riguarda Kepa, oltre a quello bello e vincente, riporta indietro al 2018. Quando dopo un paio di ottime stagioni a Bilbao, il Chelsea si presentò alla porta basca disposto a pagare ogni centesimo della clausola rescissoria del portiere spagnolo con una vagonata di milioni: addirittura 80. Una valutazione folle, che ha condizionato sia la crescita che il rendimento di Arrizabalaga, mai realmente riuscito ad imporsi come numero uno né a Londra, né a Madrid qualche anno dopo, né con l’Arsenal. Ma il ruolo di vice lo ricopre alla grande, rispondendo presente ogni volta che viene chiamato in causa. E potrebbe davvero diventare la figura perfetta da affiancare a Pepo Martinez per permettergli di raggiungere la definitiva maturità.
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