Nella base di lancio Starbase a Boca Chica (Texas) il conto alla rovescia si èfermato a 40 secondi dal lancio. Oggi previsto un nuovo tentativo. Il razzo, alto 124 metri, è il più grande e potente mai costruito per un lancio

Nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 00:30 italiane, SpaceX avrebbe dovuto tentare per la prima volta il lancio della terza versione di Starship, il razzo più grande e potente mai costruito con i suoi oltre 124,4 metri di altezza. Il test di volo della Starship V3, la nuova versione del veicolo spaziale che l’azienda prevede di utilizzare per i futuri viaggi verso la Luna e Marte, è stato però rinviato per motivi tecnici. Nella base di lancio Starbase a Boca Chica (Texas) il conto alla rovescia si è fermato a 40 secondi dal lancio, dopo essere stato fermato per tre volte e dopo il rinvio di un’ora. Un nuovo tentativo di lancio, ha riferito SpaceX, è previsto oggi.

La nuova versione del razzo

Il volo numero 12 di Starship, il dodicesimo test da quando il programma è iniziato nell’aprile del 2023, segna il debutto assoluto di Starship Version 3 (V3), una versione profondamente riprogettata rispetto ai modelli precedenti, e arriva dopo sette mesi di pausa dai test. In palio ci sono il futuro del programma spaziale americano e le ambizioni di Elon Musk di portare l’uomo sulla Luna, e un giorno su Marte.



















































I 33 motori Raptor (Raptor 3) del booster Super Heavy sono stati completamente ridisegnati per erogare una spinta superiore. Lo stadio superiore, lo «Ship», ha ricevuto aggiornamenti necessari per le missioni di lunga durata: nuovi portelli di attracco per il rifornimento in orbita, sistemi migliorati di manovrabilità, e una maggiore resistenza termica durante il rientro nell’atmosfera.

Test in vista delle missioni Artemis

Proprio il rifornimento in orbita è un dettaglio tecnico cruciale per il programma lunare. Per arrivare fino alla Luna, e per atterrarci, la navicella Starship dovrà essere rifornita di propellente da una seconda Starship in orbita terrestre bassa, prima di proseguire il viaggio. Senza questa capacità, il programma Artemis della Nasa, così come oggi è stato pensato, non può funzionare.  Artemis 3, prevista per il 2027, porterà in orbita la capsula Orion con quattro astronauti a bordo per un rendezvous e aggancio con la Starship in orbita terrestre bassa, al fine di verificare la capacità dei due veicoli di collegarsi nello spazio. Se tutto andrà secondo i piani, il primo allunaggio con astronauti dal 1972 avverrà sulla missione Artemis 4, attesa per il 2028.

Il piano di volo e l’ammaraggio

In questo dodicesimo volo non si tenterà il recupero di nessuno dei due componenti dal momento che è il primo volo nella versione V3: il booster Super Heavy ammarerà nel Golfo del Messico circa sette minuti dopo il decollo, mentre lo stadio superiore Starship compirà un volo suborbitale della durata di circa un’ora prima di immergersi nell’Oceano Indiano, a nord-ovest dell’Australia. Prima del rientro, però, Starship svolgerà alcune operazioni importanti: rilascerà venti simulatori di satelliti Starlink e due satelliti modificati appositamente per raccogliere dati sullo scudo termico del veicolo durante la discesa. Quei dati, trasmessi a terra in tempo reale,  serviranno a ottimizzare il rivestimento protettivo per i voli futuri, compresi quelli con equipaggio. Durante il volo di Starship è anche prevista la riaccensione di un motore Raptor. Diverse piastrelle di Starship – come ha spiegato Space X in una nota, sono state dipinte di bianco per simulare le piastrelle mancanti. Una è stata completamente rimossa per studiare il comportamento delle struttura durante le complesse fasi di rientro.  La diretta video del lancio, che inizierà 45 minuti prima del conto alla rovescia, è visibile sul canale youtube di Space X e sull’account di X.

I dieci lanci precedenti fino alla generazione V3

Il primo lancio di Starship risale al 20 aprile 2023 quando il razzo si alzò per la prima volta da Boca Chica, in Texas. Esplose dopo due minuti di volo, ma Space X dichiarò il successo: il razzo si era sollevato da terra e, viste le dimensioni, era già un risultato straordinario. Il secondo test, il 18 novembre 2023, andò meglio: tutti e 33 i motori Raptor del booster si accesero regolarmente, e per la prima volta avvenne la separazione tra i due stadi. Ma anche quella volta sia il booster che lo stadio superiore andarono perduti per esplosioni in volo, dopo soli sei minuti dal lancio. Il terzo volo, nel marzo 2024, superò senza problemi la separazione degli stadi per raggiungere l’orbita, ma il booster non riuscì ad accendere i motori per l’ammaraggio e si disintegrò all’impatto, mentre lo stadio superiore esplose durante il rientro atmosferico.

Con il quarto test nel giugno 2024, arrivò la prima vera svolta: per la prima volta entrambi i componenti del razzo completarono le rispettive manovre di atterraggio, ammarando nell’oceano Indiano e nel Golfo del Messico. Il momento più spettacolare di tutta la storia del programma risale al 13 ottobre 2024, con il quinto volo di prova. Il booster Super Heavy, rientrando verso la rampa di lancio, fu letteralmente afferrato a mezz’aria dai due enormi bracci meccanici della torre, soprannominati «bacchette cinesi». Era la prima volta nella storia che il primo stadio di un razzo così potente veniva recuperato in volo. 

Nel corso del 2025 si sono susseguiti alti e bassi. I voli dal 7° ell’11° si conclusero con esplosioni dello stadio superiore sopra i Caraibi, anche se nel volo 7 ed 8 riuscì la manovra di recupero del booster con i bracci meccanici. Il decimo e l’undicesimo test hanno portato a termine con successo tutti gli obiettivi primari dopo una serie di rinvii. Il volo 11, in particolare, del 13 ottobre 2025, un anno esatto dopo la cattura del booster con i bracci meccanici, si è rivelato il più riuscito della serie V2, aprendo la strada alla nuova generazione V3.

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21 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 02:09)