Secondo la Fao, Food and Agriculture Organization, una chiusura prolungata dello stretto potrebbe provocare, entro 6–12 mesi, un’impennata significativa dei prezzi dei beni alimentari a livello globale. L’organizzazione avverte che la finestra per intervenire preventivamente si sta restringendo rapidamente. Per questa ragione servono misure coordinate: limitazione delle restrizioni all’export, tutela dei corridoi umanitari e creazione di scorte strategiche per assorbire l’aumento dei costi di trasporto. In più si aggiunge anche la diversificazione delle rotte commerciali terrestri e marittime: ricorrere a percorsi alternativi, come quello che attraversa la penisola arabica orientale, l’Arabia Saudita occidentale e il Mar Rosso, non risolverà l’entità dello shock di approvvigionamento, ma contribuirà a ridurlo marginalmente, punto cruciale per salvaguardare i flussi alimentari umanitari.
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