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Redazione Sport

Il campione Nascar Kyle Busch, «Wild Thing», è morto a 41 anni dopo un malore sul simulatore: due titoli, un record di 234 vittorie, l’ultima domenica. Due settimane fa una strana richiesta in gara

Kyle Busch, due volte campione nella Cup Series Nascar e pilota con più vittorie di chiunque altro nelle tre serie nazionali, è morto a soli 41 anni. La notizia della scomparsa è arrivata giovedì, tre giorni prima della Coca-Cola 600 al Charlotte Motor Speedway.

Undici giorni fa era arrivato il primo segnale preoccupante: verso la fine di una gara a Watkins Glen, Busch aveva chiamato via radio il suo team chiedendo a un medico di fargli «una puntura» quando avesse terminato la gara. Stava soffrendo di un raffreddore aggravato dalle intense accelerazioni laterali imposte dal tracciato. Aveva comunque concluso la gara all’ottavo posto. 



















































Lo scorso weekend aveva comunque gareggiato a Dover, nel Delaware, vincendo la Trucks Series per la Spire Motorsports e concludendo 17° nella Nascar All-Star Race in quella che si è poi rivelata la sua ultima gara. Mercoledì è arrivato l’improvviso malore mentre lavorava al simulatore da corsa Chevrolet a Concord, in Carolina del Nord: Busch ha perso conoscenza ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale a Charlotte, dove è morto poco dopo il ricovero.

(FILES) 2015 NASCAR Sprint Cup Series Champion Kyle Busch carries the 2016 NASCAR Manufacturers Trophy at the Toyota press conference during the 2017 North American International Auto Show in Detroit, Michigan, on January 9, 2017. NASCAR star Kyle...

La famiglia Busch, la scuderia Richard Childress Racing e la Nascar hanno diffuso un comunicato congiunto senza indicare la causa del decesso. «L’intera famiglia Nascar è devastata dalla perdita di Kyle Busch. Futuro membro della Hall of Fame, Kyle era un talento raro, uno di quelli che capita una volta per generazione. Era tenace, appassionato, straordinariamente abile e teneva profondamente allo sport e ai tifosi». Busch era il fratello minore di Kurt Busch, membro della Nascar Hall of Fame. Lascia la moglie Samantha e i figli Brexton e Lennix.

Originario di Las Vegas, soprannominato «Rowdy» e «Wild Thing» per le sue liti post-gara e le frequenti rivalità, Busch irruppe sulla scena della Cup Series nel 2005 vincendo il titolo di Rookie of the Year. Vinse i campionati nel 2015 e nel 2019 con la Joe Gibbs Racing, prima di passare alla Richard Childress Racing nel 2023. In carriera ha conquistato complessivamente 234 vittorie nelle tre serie nazionali Nascar: 63 nella Cup, 102 nella O’Reilly Auto Parts e 69 nella Truck Series, questi ultimi due record assoluti.

Domenica, dopo la vittoria a Dover, interpellato su quante gare volesse ancora vincere, Busch aveva risposto: «Prendo quello che posso. Non si sa mai quando sarà l’ultima, quindi apprezzo ognuna».

(FILES) NASCAR driver Kyle Busch gives US President Barack Obama a helmet during a reception for Busch and his team members celebrating his win in the NASCAR Spring Cup Series Championship in the East Room at the White House on September 28, 2016 ...

22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 09:23)