di
Enrica Roddolo

L’erede al trono nel ducato di Cornovaglia fra gli operai al lavoro sui piani di social housing, edilizia sociale. Sull’isola di Scilly parla in radio della principessa

«Ci teneva così tanto alla visita in Italia». E ancora: «E’ tornata carica di energia». Parlando dall’isola di Scilly dove ha visitato nuove strutture ospedaliere – dopo la trasferta a Istanbul per applaudire e festeggiare poi il trionfo della sua squadra del cuore l’Aston Villa – il principe William ha dato un raro commento personale sulla malattia della moglie la principessa Kate, una settimana fa in visita in Italia.

«She’s an amazing mum, an amazing wife and literally our family couldn’t cope without her, so she’s been brilliant». Una mamma meravigliosa, moglie meravigliosa e la nostra famiglia davvero non poteva farcela senza di lei. E’ stata bravissima, ha aggiunto il principe.



















































La principessa curata per un cancro nel 2024 ha scelto l’Italia per la sua prima missione all’estero dalla malattia, anzi dal 2022. E ora Kate dopo il viaggio in Italia, si prepara a unirsi al principe di Galles anche in viaggio in India e chissà, se i destini calcistici britannici lo suggeriranno anche Oltreoceano. 

Dopo la storica visita di re Carlo III ad aprile negli Usa, capolavoro diplomatico del sovrano britannico. Intanto questa primavera 2026 segna un netto passo in avanti sul fronte dell’impegno della coppia dell’erede al trono e della sua consorte, verso un futuro sul trono. Dove, per ammissione dello stesso principe William, la sua idea è di seguire «meno cause sociali per potere agire più in profondità». 

E la visita in corso da Nansledan all’isola di Scilly nel suo ducato di Cornovaglia lo dimostra in modo pratico. Il principe sta infatti facendo un sopralluogo di come procedano i lavori di una serie di progetti sociali – dalle abitazioni popolari alle soluzioni di social housing per i senza tetto – che per sua iniziativa stanno sorgendo anche nel suo personale ducato, il ducato di Cornovaglia che spetta all’erede al trono in attesa del momento della responsabilità. 

«Non sono un proprietario terriero tradizionale». E ancora «Ci sono molte cose positive che possiamo fare. Sto cercando di dare la priorità a iniziative che assicurino una vita migliore in quelle aree», ha detto il principe William a proposito del ducato di Cornovaglia (128 mila acri di terreno) che da secoli è destinato all’erede al trono. 

E’ il ducato che, come prima di lui Carlo principe di Galles, ha modellato a sua immagine: l’avventura anche commerciale del progetto sostenibile del Re ha debuttato ormai molte decadi fa proprio lì, un esempio la linea di biscotti organici Duchy Originals divenuti un esempio del messaggio green del sovrano. Il principe William sta dunque modellando a sua immagine il suo ducato, e l’immagine, o meglio la missione per la vita che si è dato – oltre a continuare la battaglia contro il climate change del padre con i premi Earthshot, i «Nobel verdi» – è quella di combattere il problema abitativo. Una missione che passa per il progetto Homewards lanciato con l’idea di contribuire a mitigare il problema dei senza fissa dimora non solo a Londra ma anche in altri centri nel regno dei Windsor. Con il progetto di costruire strutture di social housing per i senza fissa dimora anche dentro alle proprietà del principe: 12 mila case entro il 2040, un terzo di case popolari ecosostenibili. 

Ma nel piano del principe c’è anche per la costruzione di case «popolari», di abitazione a prezzo avvicinabile in un Regno Unito dove a Londra i prezzi degli immobili sono da sempre alle stelle e anche altrove il tema casa è un problema sociale. Così il progetto che ha in mente William per il suo ducato varrebbe ben 500 milioni di sterline. Da investire sul tessuto locale per costruire case popolari e ovviamente eco-sostenibili. Con progetti di energia solare annessi, con pannelli sui tetti.  

Nel cuore di William c’è la battaglia ereditata dalla madre Diana, contro il dramma degli homeless, i senza fissa dimora. Quando William era un bambino, Diana lo conduceva spesso con lei in visita ai senza fissa dimora accampati alla stazione di Waterloo. Homewards è un progetto a 5 anni sostenuto dalla Royal Foundation che fa capo a William e Kate – la stessa fondazione sotto il cui cappello la principessa del Galles ha portato a Reggio Emilia il suo progetto per la prima infanzia – per cambiare concretamente la vita di centinaia di senza fissa dimora trovando loro una casa e un ruolo nella società. «

Voglio realmente costruire case per loro, voglio assicurare loro sostegno e aiuto mentale, educazione, formazione per un lavoro», come ha spiegato il principe William che un giorno sarà sul trono.  E come dimostrano le immagini della visita del principe in queste ore  i suoi progetti di edilizia sociale procedono spediti.

22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 13:32)