L’allenatore vuole vincere ed è convinto che alla Signora manchi poco per colmare il gap con le altre. Ma vuole garanzie, soprattutto sul mercato
Giornalista
22 maggio – 16:07 – MILANO
Il feeling fra Luciano Spalletti e la Juve non si è sfaldato. Ma da uomo di calcio esperto qual è, l’allenatore toscano sa di dover fare qualcosa in più per lasciare il segno in un club così esigente. Le criticità a Torino danno forma a un’altra stagione col bilancio negativo, anche se da novembre in poi – cioè dal cambio dell’allenatore – la squadra è stata seconda solo all’Inter per punti conquistati in campionato. Alla stretta finale, però, nessun obiettivo minimo è stato centrato: la Juve è uscita troppo presto sia dalla Coppa Italia sia dalla Champions, il mancato accesso alla massima competizione europea del prossimo anno inasprisce il danno finanziario per altri 50-60 milioni almeno.
FUTURO—
Spalletti è in discussione? Sul piano della programmazione, no. Il club, consapevole dei limiti con i quali il tecnico ha dovuto convivere in questi mesi alla Juve, ha deciso di premiarlo con l’estensione del contratto ancora prima che si conoscesse l’esito di fine stagione. Le volontà non sono cambiate, ma anche dal tecnico ci si attende un approccio diverso all’ultimo appuntamento dell’anno che non sarà banale: Elkann per primo tiene al derby col Torino e sa che gli animi dei tifosi potrebbero cambiare in base all’atteggiamento che sarà mostrato dalla squadra, specie dopo la figuraccia rimediata contro la Fiorentina e l’esclusione ormai quasi certa dalla prossima Champions. Da Spalletti ci si attende una reazione d’orgoglio: da lui come dai giocatori, anche perché buona parte dovrà ripresentarsi il prossimo anno con rinnovata ambizione.
Inter Campione d’Italia: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99€/mese
RICHIESTE—
La permanenza di Spalletti alla Juve è certificata dal contratto fino al 2028 ed è molto probabile stando alle percezioni attuali, ma è bene non escludere un colpo di scena. Nel momento in cui il tecnico ha accettato la sfida bianconera, pensava probabilmente in uno sviluppo diverso della stagione: strada facendo, invece, si è reso conto delle difficoltà per raggiungere i risultati e per costruire sulle proprie idee, soprattutto per il mancato supporto della società nelle fasi più delicate dell’anno. Non sarà permesso a Spalletti di dettare le linee del club: quindi, anche l’allenatore dovrà adeguarsi a quanto sarà deciso dall’alto, a costo di separare le strade prima del previsto. Resta forte la fiducia che Elkann nutre nell’ex Ct per la ricostruzione della Juve. Il tecnico, dal canto suo, pretende però un supporto più armonico da parte dei dirigenti: Boga (che si è pure rivelato utile) al posto del centravanti richiesto a gennaio resta l’esempio più significativo per rappresentare il disallineamento sulle scelte. Spalletti vuole vincere ed è convinto che alla Juve manchi poco per colmare il gap con le altre, ma vuole garanzie di fronte comune con la società per evitare le criticità di quest’anno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA