di
Francesca Sala
La segretaria cittadina del Carroccio a Barzanò ha pubblicato un post in cui allude ai drammatici fatti di Modena: «Qualcuno ci faccia un favore». Poi le scuse. Interviene la premier: «Solidale con Schlein, parole inaccettabili»
«Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore». Dodici ore online. Il tempo sufficiente perché quel commento, pubblicato sotto il video del comizio di Elly Schlein a Lecco, venisse salvato, rilanciato, denunciato. E diventasse un caso politico. A scriverlo è stata Debora Piazza, segretaria cittadina del Carroccio a Barzanò e responsabile lombarda del dipartimento tutela animali della Lega.

Parole che, nel pieno della campagna elettorale lecchese, hanno immediatamente evocato i drammatici fatti di Modena: il riferimento, per chi ha letto quel messaggio, è apparso chiarissimo. Come a dire: speriamo che qualcuno faccia irruzione con un’auto sulla folla del comizio della segretaria del Pd.
Il post era comparso sotto la diretta social dell’iniziativa di giovedì 21 maggio in piazza Cermenati, dove Elly Schlein era arrivata per sostenere la ricandidatura del sindaco uscente Mauro Gattinoni. Una piazza piena, bandiere, applausi, slogan. E poi quel commento, nero su bianco, pubblicato da una dirigente locale della Lega. Parole su cui anche la premier Giorgia Meloni è stata netta: «Si è superato il limite».
A far esplodere il caso è stato il segretario provinciale del Pd lecchese, Manuel Tropenscovino, che ha salvato il post e lo ha denunciato pubblicamente. «Ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la segretaria nazionale del Pd venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa», ha scritto. E ancora: «Mai augureremmo che qualcuno venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ricopre ruoli politici e amministrativi».
Il gruppo consiliare di cui Piazza fa parte, «Ieri, oggi, domani Barzanò», ha diffuso una nota dura, in cui chiede le dimissioni di Piazza anche dall’assemblea: «Senza in alcun modo disconoscere o sottovalutare il prezioso e generoso contributo che la consigliera Piazza ha offerto nella fase di gestazione e nascita della nostra lista, la lealtà verso i nostri elettori ci impone di ribadire l’assoluta e incolmabile distanza dalle sue ultime dichiarazioni e da un modo di intendere il confronto pubblico che non ci appartiene, non ci è mai appartenuto e mai ci apparterrà».
Nel giro di poche ore è arrivata la risposta della Lega lecchese. Una presa di distanza netta. Il segretario provinciale Daniele Butti ha diffuso una nota durissima: «La Lega Salvini Premier prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini». Poi l’annuncio del provvedimento: sospensione immediata di Debora Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito «in attesa delle opportune valutazioni interne».
Nel frattempo il Pd è tornato all’attacco, parlando di «parole gravissime» e chiedendo le dimissioni della consigliera comunale di Barzanò. Nella nota dei democratici si sottolinea come non si tratti di «una semplice simpatizzante», ma di una dirigente politica attiva nella campagna elettorale del centrodestra lecchese. E il passaggio più duro riguarda proprio il riferimento a Modena: «La violenza, anche solo evocata o desiderata, non può mai diventare linguaggio politico».
Alla fine sono arrivate anche le parole della stessa Debora Piazza. Affidate a una dichiarazione riportata dalla Lega provinciale: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica».
A confermare la bufera, l’intervento sul tema della premier Giorgia Meloni. «Esprimo la mia solidarietà a Elly Schlein per il gravissimo commento con cui un’esponente locale della Lega a Lecco ha evocato la strage di Modena riferendosi al comizio a Lecco della segretaria Pd. Sono parole inaccettabili, che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico». Prosegue la nota della presidente del Consiglio: «La Lega – aggiunge – ha fatto bene a intervenire immediatamente, sospendendo la responsabile dai suoi incarichi. È stata una decisione giusta, netta e senza ambiguità. La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni».
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22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 17:46)
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