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Redazione Economia

Dal prossimo cedolino scatteranno gli aumenti destinati ai grandi invalidi per servizio, introdotti con la Legge di Bilancio 2025. Gli incrementi avranno effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, comprenderanno anche gli arretrati

Giugno porterà una boccata d’ossigeno per migliaia di pensionati italiani. Dal prossimo cedolino scatteranno gli aumenti destinati ai grandi invalidi per servizio, introdotti con la Legge di Bilancio 2025 (legge n. 199/2025), che ha aggiornato il sistema delle prestazioni economiche previsto dalla normativa del 2002. L’Inps, attraverso il messaggio n. 1269 del 14 aprile 2026, ha chiarito che gli incrementi avranno effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Questo significa che nel cedolino di giugno saranno accreditati sia i nuovi importi mensili sia gli arretrati relativi ai primi cinque mesi dell’anno. L’intervento nasce con l’obiettivo di contrastare la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione degli ultimi anni e di rafforzare le tutele economiche per chi ha subito gravi menomazioni durante il servizio militare o equiparato.

Chi beneficerà degli aumenti

Gli adeguamenti riguardano l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore, il sostegno economico riconosciuto ai grandi invalidi per servizio che hanno riportato infermità o lesioni permanenti. I beneficiari possono scegliere questa indennità in alternativa all’accompagnatore militare. La normativa di riferimento resta il DPR n. 915 del 1978, che classifica gli invalidi in diverse categorie in base alla gravità delle condizioni fisiche. I commi 922-924 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025 intervengono proprio aggiornando gli importi previsti per ciascuna fascia.



















































Fino a 122 euro in più al mese

L’incremento più significativo riguarda i grandi invalidi inseriti nelle categorie più gravi della tabella E allegata al Testo unico delle pensioni di guerra. Per questa fascia l’assegno mensile salirà da 878 euro a 1.000 euro, con un aumento di 122 euro al mese. Nel pagamento di giugno verranno inoltre riconosciuti gli arretrati maturati tra gennaio e maggio, pari complessivamente a 610 euro.

Aumenti anche per le categorie intermedie

Adeguamenti previsti anche per i pensionati appartenenti alle categorie considerate di fascia media, ossia quelle indicate nelle lettere B), C), D) ed E) della tabella prevista dal DPR. Per questi soggetti l’assegno passerà da circa 439 euro a 500 euro mensili, con un incremento di 61 euro al mese. Anche in questo caso saranno corrisposti gli arretrati dei primi cinque mesi del 2026, per una somma aggiuntiva di circa 305 euro.

Chi sono i grandi invalidi

Rientrano nella categoria dei grandi invalidi i cittadini colpiti da patologie o menomazioni fisiche e psichiche tali da compromettere l’autosufficienza. La tabella E del Testo unico comprende, tra gli altri, casi di cecità assoluta bilaterale, amputazioni degli arti, lesioni del sistema nervoso centrale e disturbi neuropsichici che richiedono assistenza continua. Tra le invalidità considerate di fascia media figurano invece gravi deficit motori o visivi e lesioni neurologiche che limitano fortemente l’autonomia personale pur senza determinare una paralisi totale.

Nessuna richiesta da presentare

L’Inps ha precisato che gli aumenti saranno riconosciuti automaticamente, senza necessità di presentare domande o nuove richieste. I pensionati interessati potranno verificare i nuovi importi e gli arretrati direttamente nel fascicolo previdenziale disponibile online sul portale dell’Istituto.

Quando arrivano i pagamenti

Secondo il calendario Inps, i pagamenti delle pensioni di giugno partiranno lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve l’accredito in banca o in posta. Per chi ritira il denaro in contanti agli sportelli postali, il calendario seguirà il tradizionale ordine alfabetico e si protrarrà fino all’8 giugno, con sospensione martedì 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica.

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22 maggio 2026