di
Mario Sensini
Proroga del taglio delle accise e altri 200 milioni per l’autotrasporto: ecco cosa c’è nel decreto carburanti
«Misure adattabili per natura, durata e intensità all’evolversi della situazione». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito il pacchetto di misure varato ieri dal Consiglio dei ministri. Tra le misure la conferma del taglio delle accise su benzina e diesel per gli automobilisti fino all’8 giugno, il ripristino degli sconti sul carburante e nuovi fondi per l’autotrasporto, ma anche per l’ex Ilva di Taranto, che lotta per la sopravvivenza in attesa della cessione. Ci saranno anche sostegni per l’agricoltura, 40 milioni per i fertilizzanti e 60 per il gasolio agricolo, e il credito di imposta carburanti per la pesca. Il nuovo intervento per l’autotrasporto vale 200 milioni, forse più ne costa la proroga del taglio delle accise e il nuovo pacchetto assume dimensioni rilevanti, oltre agli 1,3 miliardi già stanziati contro il caro-energia.
Cosa cambia con la proroga del taglio delle accise
Arriverà fino al prossimo 6 giugno il taglio delle accise sulla benzina e sul gasolio erogato dalla rete di distribuzione commerciale. Lo sconto, pari a 6,1 centesimi per ogni litro di benzina e 24,4 per il gasolio, compresa l’Iva, scadeva alla mezzanotte del 22 maggio. La riduzione delle accise era stata introdotta a metà marzo, dopo il blocco dello Stretto di Hormuz che ha fatto impennare i prezzi petroliferi e dei carburanti. Grazie al taglio, il prezzo di benzina e diesel alla pompa è riuscito a mantenersi sotto i 2 euro sulla rete delle strade nazionali. Ieri il ministero ha rilevato un prezzo medio della benzina di 1,966 euro e di 1,974 euro al litro per il gasolio. Lo sconto copre le prossime due settimane, ma potrebbe essere prorogato se la tensione sui prezzi del greggio dovesse mantenersi. L’8 giugno sarà disponibile, e utilizzabile a copertura, l’extra gettito Iva dovuto proprio al rincaro dei carburanti.
Autotrasportatori, richieste accolte
Gli autotrasportatori portano a casa il risultato pieno e revocano il fermo di fine mese. Il governo ha di fatto accolto tutte le loro richieste, facendo marcia indietro sul taglio dello sconto carburanti e concedendo nuove agevolazioni. Il rimborso di 20 centesimi al litro in vigore dal 2004 per i grandi automezzi Euro5 e Euro6 (che si riforniscono essenzialmente extra-rete), ridotto a 7 per l’effetto “indiretto” del taglio delle accise di marzo su benzina e diesel, sarà ripristinato e, per il futuro, sganciato dall’andamento delle accise. Il rimborso arriverà con un credito di imposta utilizzabile dopo 30 giorni e non più 60, altra richiesta della categoria. Si valuta anche la proroga di un mese, a fine luglio, dei versamenti fiscali e previdenziali. Ci sono poi altri 100 milioni per il credito di imposta del 20% sul maggior costo del carburante alla pompa sostenuto dalle imprese. Il nuovo pacchetto per l’autotrasporto vale circa 200 milioni.
Ex Ilva, in arrivo altri 240 milioni
Dal governo arriva una nuova boccata d’ossigeno per l’ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e alla disperata ricerca di un acquirente. Le trattative con i due gruppi potenzialmente interessati non si sbloccano ed il Consiglio dei ministri ha deliberato una nuova tranche del prestito di «sopravvivenza» autorizzato dalla Commissione europea per garantire il proseguimento dell’attività e il pagamento di stipendi e forniture.
Il nuovo finanziamento sarebbe di 100 milioni di euro, mentre un ultimo contributo di 140 milioni, se la vendita non si sbloccasse, potrebbe arrivare a luglio, per garantire qualche altro mese di attività. Dopodiché non ci sarebbero teoricamente più spazi per l’intervento pubblico. Considerato il primo prestito di gennaio, il governo avrebbe esaurito il plafond di quasi 400 milioni autorizzato dalla Commissione. Fondi, peraltro, che dovrebbero essere restituiti in sei mesi.
La riforma della Giustizia tributaria
Via libera del Cdm anche al decreto legislativo per la riforma della Giustizia tributaria, previsto dalla delega fiscale. Il sistema attuale cambierà con l’addio progressivo ai giudici onorari e la creazione di un ruolo unico nazionale dei giudici tributari, cui si accederà per concorso pubblico. La riforma, obiettivo del Pnrr, punta sulla professionalizzazione dei giudici e la riorganizzazione del sistema per ridurre il contenzioso soprattutto in Cassazione. Si prevede l’ingresso attraverso i concorsi di 425 giudici di primo grado e 126 di secondo, ma viene prevista la possibilità di aumentare i posti. Un articolo del decreto disciplina trasferimenti, dimissioni, aspettative e incompatibilità e vengono definiti gli illeciti disciplinari. Con un nuovo decreto saranno ridefiniti i confini territoriali delle Corti. I giudici onorari resteranno in servizio fino al compimento dei 70 anni (compresi i 20 bocciati, su 23 che si presentarono, al concorso del 2024 per il ruolo ordinario).
22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 22:49)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
