Il trequartista è fra i grandi protagonisti in B della squadra calabrese, attesa dall’ultimo atto col Monza. Ecco i motivi per i quali lasciò il club rossonero a titolo definitivo
Giornalista
22 maggio – 18:17 – MILANO
Il “piccolo Foden” – soprannome che probabilmente, col senno del poi, gli ha fatto più male che bene – è di nuovo in vetrina. Merito dei playoff che assegnano l’ultima promozione dalla B alla A – dove si è messo in grande evidenza – e merito soprattutto del Catanzaro, che ha dato a Mattia Liberali l’opportunità di riprendere in mano la propria vita calcistica. Che nel Milan, a un certo punto, si era impantanata.
piacere per gli occhi—
Intanto, la nuda cronaca: Mattia ha compiuto 19 anni ad aprile ma non è il classico giovane di belle speranze che il Diavolo ha lasciato partire in prestito confidando di ritrovarlo cresciuto e maturato dodici mesi dopo. No, lui dal Milan è stato proprio ceduto, a titolo definitivo. Una separazione che la scorsa estate fece abbastanza rumore nell’ambiente rossonero perché, in termini puramente calcistici, Liberali è un talento puro. Cristallino. Ed è una valutazione oggettiva. Un piacere per gli occhi di chi ama il calcio e anche le sue zolle di competenza – la trequarti – sono la porzione più nobile di campo. Però evidentemente qualcosa non ha funzionato, e quando è venuto fuori che Mattia si stava trasferendo definitivamente a Catanzaro, molti tifosi hanno gridato allo “scandalo”. Soprattutto perché era un viaggio di sola andata, concetto che strideva con la grande attenzione che da sempre il club ha nei confronti dei talenti coltivati in casa propria. La domanda che tutti si facevano quindi era: che cosa può essere mai successo per lasciarlo andare? E in subordine, la sentenza dei più cinici: evidentemente non era tutto questo fenomeno.
perplessità—
Ovviamente il Milan aveva fatto le sue valutazioni sebbene, altrettanto ovviamente, il curriculum di Mattia presentasse un paio di punti parecchio importanti. Su tutti, il debutto in Serie A, per di più a San Siro e con la maglia da titolare – Milan-Genoa del 15 dicembre 2024 -, e poi l’Europeo Under 17 vinto con gli azzurrini di Favo assieme a Camarda. Insomma, il classico predestinato. La scorsa stagione in rossonero però non è andata secondo le attese. O, più facilmente, non secondo quelle che erano le sue attese. Liberali, al di là della manciata di convocazioni in prima squadra, è rimasto aggregato sino a inizio novembre con Milan Futuro e poi si è ritrovato in Primavera, dove non è riuscito a lasciare il segno come sarebbe stato lecito attendersi. C’è chi parla della classica fase di crescita e chi invece lascia intuire perplessità legate a un suo atteggiamento di base tendente più al volere tutto e subito piuttosto che alla pazienza nell’affrontare il proprio percorso. Si resta ovviamente nell’ambito delle valutazioni su un profilo – legittime – fatte all’interno del club, a cui fanno da contraltare altre considerazioni di carattere generale. Per esempio la scarsa propensione dei club italiani nel dare spazio in prima squadra ai talenti di 17-18 anni.
Inter Campione d’Italia: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99€/mese
testa giusta—
Intanto Mattia è approdato a Catanzaro, e l’ha fatto da “eroe”. Nel senso che, in virtù del suo curriculum breve ma significativo, è stato accolto con fanfara e grancassa. I primi riscontri dalla Calabria? Deve irrobustirsi. E così ha fatto. A gennaio, quando ha iniziato a ritagliarsi un ruolo da protagonista dopo un inizio dietro le quinte, aveva circa cinque chili in più di massa muscolare rispetto all’estate. In campo si è visto, gli sono serviti. Al resto ci ha pensato Aquilani, che l’ha gestito con saggezza all’interno del 3-4-2-1 dove Mattia agisce sul centrodestra della trequarti. Raccontano che è entrato nello spogliatoio con la testa giusta, ovvero con l’umiltà e la pazienza necessarie. L’infortunio di Cissè (nel frattempo acquistato proprio dal Milan) gli ha definitivamente spalancato le porte della titolarità, inducendo persino un senatore come Iemmello a cedergli i suoi territori, traslocando sul centrosinistra. La stagione in Calabria viene considerata unanimemente molto buona, anche se certezze assolute sulla permanenza non ce ne sono. Intanto, va conquistata la promozione in A (finale playoff contro il Monza), e poi chissà: se i giallorossi ce la facessero, Liberali si potrebbe prendere il gusto di tornare a San Siro. Stavolta per sfidare il Milan e magari farlo pentire di averlo lasciato andare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA