CREMONA – Archiviata la giornata 27 di serie A – la corsa salvezza sta prendendo una piega inaspettata – e la Vanoli, nonostante abbia rispettato il proprio turno di riposo e certa della permanenza nella massima categoria (almeno dal punto di vista del risultato conseguito sul campo), rimane in corsa per l’ultimo posto playoff disponibile. Per riuscire in questo compito improbo, la squadra del Gigi da Cittadella dovrebbe sbaragliare gli ultimi tre avversari (Varese in trasferta, Venezia in casa e Trieste lontano dal PalaRadi). Giustificato obiettare che questo ultimo tragitto sia irto di difficoltà, ma se i ragazzi biancoblù hanno voglia di provarci, orgoglio e cuore da vendere, allora anche questa missione impossibile può trasformarsi in un successo. Tutto, o buona parte, dipenderà dall’esito dello scontro diretto di domenica (ore 17) a Varese, dove alla Vanoli non basterà vincere ma si dovrà ribaltare il fastidioso -8 dell’andata.
Man mano che ci si avvicina alla conclusione della stagione regolare, tiene inevitabilmente banco la situazione legata al futuro della società di Aldo Vanoli, sia per quanto riguarda la prima squadra sia per quello che concerne la Vanoli Young, il settore giovanile presieduto da Ruth Vanoli che da diversi anni è punto di riferimento per ragazzi della provincia di Cremona e non solo. Al netto di nessuna nota ufficiale da parte del club, più voci circolano sulla possibile chiusura di entrambe le entità legate al club biancoblù.
Per quanto riguarda il settore giovanile, sembra che la Vanoli Young (il condizionale è d’obbligo) possa proseguire, dove è ancora da chiarire. Tra le ipotesi che circolano vi è quella di un eventuale accordo con la Gilbertina di Soresina del presidente Davide Pala, storica società attiva da 75 anni (le gare si giocano al PalaStadio) e che vanta il titolo di campione d’Italia del Csi conquistato nel maggio del 1955 a Trieste in finale sulla favoritissima Roma (corsi e ricorsi storici). Da una ‘costola’ della Gilbertina nacque in seguito la Soresinese Basket che, dopo l’ingresso della famiglia Triboldi nel 1996, scalò le vette della pallacanestro nazionale, dando poi vita all’attuale Guerino Vanoli Basket. Un ritorno dunque alle radici? Soluzione possibile, ma tutt’altro che sancita.
E per quanto riguarda la prima squadra? L’incertezza regna sovrana, la cordata del proprietario Paul Matiasic di Trieste si è aggiunta a quella di Donny Nelson e Luka Doncic che ambiva portare il titolo sportivo di Cremona nella capitale; ma ora ci sarebbero due galli che puntano allo stesso pollaio (Roma), non solo in caso parta la fantomatica Nba Europe ma addirittura ora si parla anche di una possibile partecipazione della nuova entità romana in EuroLeague. Da farsi venire il mal di testa, soprattutto perché in entrambi i casi si tratta solo di mero business, calpestando però la dignità e la storia di due città (Cremona e Trieste) e le loro tifoserie. Il tutto con l’avallo del presidente Fip Gianni Petrucci, il cui ruolo istituzionale sarebbe quello di salvaguardare il bene delle società affiliate. E invece…
Ho avuto modo nelle scorse ore di confrontarmi con il collega e amico Raffaele Baldini, voce storica della pallacanestro triestina; una piazza nobile del basket italiano (Trieste vanta circa 5 mila spettatori di cui 4 mila abbonati) che si sente profondamente tradita da quanto sta avvenendo e sta provando a mobilitarsi. Le situazioni di Cremona e Trieste sono decisamente diverse, da noi la sensazione è che Aldo Vanoli (combattuto e a malincuore) abbia esaurito le energie necessarie per combattere contro i mulini a vento di un territorio purtroppo arido e insensibile in fatto di istituzioni e imprenditorialità.
SERIE A2
Se l’obiettivo playin è stato centrato, rimane un poco di amaro in bocca per l’esito della gara persa domenica dalla Ferraroni JuVi sul campo di Ruvo di Puglia. Ancora priva di Bartoli e con qualche giocatore ancora acciaccato (su tutti Allen), la squadra di coach Luca Bechi non è stata in grado di sfoderare la propria organizzazione difensiva, marchio di fabbrica della seconda parte di stagione, subendo ben 100 punti dalla compagine pugliese – allenata dall’ex bandiera juvina degli anni 90 Stefano Rajola – che viaggia in campionato ad una media di meno di 70 punti realizzati per gara. Alla fine hanno pesato sul risultato il parziale di 20-34 del secondo quarto e l’alta percentuale di realizzazione nel tiro da tre punti dei locali (55%) con l’ex Bernardo Musso a martellare la retina juvina con la collaborazione degli statunitensi Smith e Brooks.
Una sconfitta che ha permesso alle dirette concorrenti Torino e Milano di riagganciare la Ferraroni JuVi a quota 32, ma in virtù della classifica avulsa, ad una giornata dal termine della stagione regolare, i piemontesi si piazzano all’11° posto, seguiti da Cremona (12°) e Milano (13°). In chiave playin sarebbe importante per la Ferraroni chiudere in undicesima posizione, che garantirebbe nel primo turno della post season di giocare la gara unica in casa.
Per capire meglio la situazione, vediamo cosa prevede la formula del campionato; ai playin si qualificano le squadre classificate dall’8° al 13° posto. Il primo turno, con gara unica in casa della meglio classificata, vedrà gli abbinamenti 10-13 (A) e 11-12 (B) ovvero, al momento, Livorno-Milano e Torino-Ferraroni JuVi. Nel secondo turno la vincente A affronterebbe Avellino (9°) mentre la vincente B – l’abbinamento eventuale della JuVi – giocherebbe a Rimini (8°) e, in caso di passaggio del turno, il quarto di finale dei playoff se la vedrebbe con la seconda classificata (attualmente Pesaro).
Tutte queste posizioni, però, possono ancora variare in virtù delle sfide dell’ultima giornata (domenica 26 aprile, ore 18) che vedranno la Ferraroni ospitare al PalaRadi la Gemini Mestre (ormai salva e sulla carta priva di ulteriori motivazioni non potendo più ambire alla seconda fase), mentre Torino e Milano affronteranno impegni più probanti in trasferta rispettivamente sui campi di Rieti e Verona, con laziali e veneti alla ricerca di una migliore collocazione nella griglia playoff.
Si preannuncia davvero avvincente ed emozionante sino all’ultimo secondo l’ultimo turno della serie A2, sia per quanto riguarda la sfida tra Scafati e Pesaro (nello scontro diretto è in vantaggio la formazione campana) che vale la promozione diretta nella serie A del prossimo anno; entrambe domenica giocheranno in trasferta, Scafati a Rimini e Pesaro a Livorno, e francamente fare una previsione su come andrà a finire è davvero improbo.
Restando invece alla Ferraroni JuVi, ritengo che arrivare in undicesima posizione garantirebbe forse un percorso nel playin più consono, soprattutto nella prima sfida che – in questo caso – la squadra di Bechi giocherebbe tra le mura amiche. Non vi sono particolari alternative, domenica il primo obiettivo deve essere quello di portare a casa il risultato e raggiungere quota 34. A quel punto l’attenzione passerà sugli altri campi interessati e si scoprirà chi e dove la Ferraroni JuVi affronterà nel primo turno del playin che andrà in scena mercoledì o giovedì della prossima settimana.