Il tecnico di Certaldo resta al centro del progetto biennale bianconero anche senza qualificazione alla Champions. Nel colloquio con l’ad di Exor spingerà per avere una squadra competitiva, con un rinforzo per reparto


Guglielmo Buccheri

Giornalista

23 maggio – 07:45 – TORINO

L’allenamento “invisibile” – squadra a casa, ma sintonizzata sul lavoro – ha lasciato la Continassa al gruppo del ’96, la Juventus che saliva sul tetto d’Europa mandando fuori dal ring la favorita Ajax. A non lasciare sola la squadra che, domani sera, si giocherà il derby da una posizione psicologica di svantaggio sarà Luciano Spalletti: così ha deciso o, meglio, così ha cancellato possibili dubbi la proprietà nella figura di John Elkann. 

empatia—  

Si va avanti con l’ex ct azzurro, dunque. Si va avanti, questa la linea del vertice bianconero, con il tecnico che può garantire quel salto di qualità sfiorato in questa avventura e necessario la prossima: Elkann la pensa così. E, Spalletti? L’allenatore toscano, subito dopo il rovinoso ko con la Fiorentina, era caduto nel pieno dei cattivi pensieri: anche la strada delle dimissioni ha occupato i suoi pensieri. Lunedì e martedì sono stati giorni neri, nerissimi. Poi, spazio al campo, all’orgoglio, alla reazione, all’esempio e, soprattutto, a un orizzonte che tenga conto del rinnovo del contratto fino al giugno del 2028: Spalletti, adesso, guarda al derby con il Toro in agenda tra ventiquattro ore per avere le risposte che cerca dai suoi ragazzi. Cosa accadrebbe in caso di una nuova caduta fragorosa? Punto e a capo: nell’eventualità, palla all’Ingegnere e al faccia a faccia di lunedì per chiudere, definitivamente, il cerchio. L’ex ct azzurro si aspetta un voto di fiducia dallo spogliatoio perché da Elkann lo avrà: particolare non da poco che, davanti a nuove esitazioni, potrebbe avere l’effetto di sgonfiarle senza esitazione. 

fiducia—  

Elkann è in campo e ci resterà a lungo: il cortocircuito va risolto. L’Ingegnere è stato prima incuriosito, poi intrigato dal gioco fatto vedere dalla “nuova” Juventus a firma Spalletti: non si aspettava il freno a mano delle ultime uscite, ma l’ingolfamento non ha scalfito le sue certezze sul lavoro del tecnico di Certaldo. Tra i due, Elkann e l’ex ct azzurro, l’empatia è nata spontanea e si è rafforzata in breve tempo: da qui, la convinzione di non interrompere ciò che è cominciato lo scorso autunno. D’altronde, il rinnovo del contratto dell’allenatore per altre due stagioni è stato celebrato in piena corsa Champions per voler dare il messaggio di una condivisione ben oltre il verdetto del campionato. 

risposte—  

L’allenamento “invisibile” si è consumato anche dentro la settimana più difficile: Spalletti non ha rinnegato il suo metodo. Dopo il derby, il tecnico farà le sue valutazioni e, nel colloquio con Elkann, batterà su un punto in particolare: la competitività della squadra anche se la Champions dovesse restare solo nei programmi a venire. Un portiere (Alisson), un difensore abile palla al piede (Kim in pole per Luciano), un regista (Lobotka il suo preferito), un trequartista (difficile da trovare) e Vlahovic (difficile che resti): non sono condizioni, ma un piano di azione per puntare allo scudetto quando partirà la stagione. La proprietà si fida, l’allenatore riflette, ma senza più tutte quelle nubi di inizio settimana: l’andamento della sfida del Grande Torino può incidere in un futuro dove ogni particolare deve essere al posto giusto, ma dal derby può anche venir fuori quello scatto di responsabilità che il tecnico si aspetta e si augura.

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derby—  

Il 30 ottobre scorso la firma, poi un cammino che volgeva al bello, risultati e gioco: il pomeriggio dell’incrocio con il Verona ha mandato in tilt il sistema, all’ora di pranzo della gara con la Fiorentina la frittata è stata servita. Apriti cielo! Champions in ritirata, Europa League nel menù da sesto posto: si va avanti con l’ex ct azzurro, così la società. Spalletti incassa una rinnovata fiducia nelle ore in cui si sente in colpa per una missione appesa ad al filo degli ultimi 90′ con poche speranze di stappare lo spumante. Destini forti, uomini forti, il mantra del tecnico di Certaldo: i suoi uomini gli devono dimostrare attaccamento e consapevolezza nel momento più delicato. Il derby è là in attesa di emettere il suo di verdetto: Elkann si fida, Spalletti è il tecnico giusto per ricominciare.