di
Rosanna Scardi
Il prof pugliese ha salutato il pubblico a conclusione della tournée terminata il 21 maggio al Teatro Regio di Parma con 100 mila presenze, tra commozione e momenti anche difficili. «Alle mie lezioni 20 mila bambini»
«Grazie a tutti per aver fatto lezione con me». Vincenzo Schettini, il professore influencer pugliese (è nato da genitori di Castellana e cresciuto a Monopoli) della “Fisica che ci piace”, saluta (per ora) il suo pubblico.
La tournée che si è chiusa ieri (giovedì 21 maggio) al Teatro Regio di Parma, ha registrato 100 mila presenze.
Schettini, non è un addio al palco?
«No, ma tornerò con qualcosa di nuovo. Tutto quello che era dietro di me, come i banchi, la cattedra e la lavagna, sparirà. A Parma, il pomeriggio, alle prove, non riuscivo a parlare per l’emozione. A vedermi, nella stagione, sono venuti 20 mila bambini sotto i 10 anni che saltavano sulle sedie per dare le risposte di fisica. È stato rivoluzionario».
Come è nato il suo show?
«Paolo Ruffini era a Domenica in a presentare il suo film “Ragazzaccio” con Fiorello. Mara Venier gli disse che un professore che capisse gli studenti c’era ed ero io che facevo il giro dei palazetti. Beppe commentò uno spezzone di un mio show sui social, mentre Paolo mi inviò il numero di telefono come fosse un fidanzato ed è diventato il produttore della lezione show».
È ormai alle spalle la bufera legata ai suoi metodi didattici?
«È stato un periodo molto duro, all’improvviso c’era una sorta di narrativa impazzita, ottima per una serie Netflix: c’è chi ha preso pezzi da 30 secondi dalle mie lezioni di un’ora e ha estrapolato una storia mai accaduta. Se fosse stato vero, avrei avuto un richiamo. E poi perché fatti di dieci anni fa sono emersi nel 2026?»
Come si è sentito?
«Amareggiato. Mi hanno accusato di non aver chiesto scusa. Certo che lo faccio, per i termini travisati, non per altro. Dovrei chiedere scusa a una studentessa anonima? Noi insegnanti non siamo amati da tutti: è la scoperta dell’acqua calda».
I due voti in più per chi seguiva le lezioni on line sono veri?
«Mi hanno accusato di mettere un voto in più per un like, è una distorsione. Come se venti like mi facessero diventare virale».
Il momento più brutto?
«Sotto stato sotto pressione, ho avuto brutti pensieri perché ho subito un cyber bullismo, un attacco frontale immane quando mi hanno detto che avevo fatto sparire cento video. Avevo bisogno di un secchio d’acqua che spegnesse l’incendio, invece le fiamme sono divampate di più».
Crozza l’ha imitato.
«Nulla contro la satira e poi riesce ad avere i capelli piu alti dei miei. C’ stato chi ha usato frase che ho detto con leggerezza in un podcast, come quella che avrei costretto gli studenti a seguire le lezioni on line. Se avessi questo potere sarei il sogno erotico proibito dei genitori. La verità è che i ragazzi con me studiano».
Lei ha fatto coming out sulla sua omosessualità, non teme attacchi omofobi?
«Dipende dove sei e chi sei, purtroppo l’omofobia non è scomparsa, serpeggia tra i giovani. Per questo ne parlo».
Vorrebbe avere figli?
«È un argomento che io e Francesco, il mio compagno, abbiamo affrontato tante volte. Ma viviamo in una nazione le cui leggi non ce lo permettono. E poi nostri bambini sono Tesla e Newton, i nostri cani».
Il complimento più bello?
«Una mamma, a fine lezione a teatro, mi disse che avevo salvato sua figlia che aveva avuto un brutto esaurimento nervoso e di non smettere mai. Dall’oscurità, si può uscire. Bisogna passare quel fiume, lavarsi in quelle acque impure. Non sono perfetto, ma non mi si può attaccare per aver diffuso la conoscenza in modo chiaro e democratico».
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22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 16:05)
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