La rete criminale viene smantellata: Incantalupo è morto, così come il clan Scurante. Nunzia Serafino resta l’ultima figura in fuga. D’Intrò si attribuisce il merito dell’operazione, mentre Rosa realizza amaramente di aver perso tutto ciò a cui si era legata: Cocìss e Carlo Morano. Il rapporto con Reja resta sospeso, incapace di tradursi in un vero contatto umano.

A casa, Rosa affronta il senso di colpa e la disillusione, chiedendosi cosa significhi davvero diventare adulti, senza sapere ancora quale direzione prendere. L’unica presenza stabile resta il cane Fieto, un legame che per Rosa ha un valore doppio: le ricorda Cocìss, che lo aveva salvato, e Morano, che se ne era preso cura. Ora è lei a doverlo accudire, come ultimo residuo concreto di ciò che è andato perduto.

D’Intrò propone a Rosa di lavorare con lui, ma lei ha capito il suo gioco e lo accusa apertamente di aver sacrificato Daniele Mastronero per ragioni di equilibrio istituzionale. Lui le consegna una busta con il materiale dell’operazione, invitandola a “prendersi il suo tempo” e insinuando che anche la morte di Cocìss potrebbe avere conseguenze utili.

In quella busta le terribili foto contenute sembrano confermare la morte di Cocìss, ma un dettaglio lo mette in dubbio: la “K” incisa sul braccio in quelle immagini non è presente.

Risuona No Surprises in sottofondo.

Nel finale, Cocìss riappare su una spiaggia, insieme al fratellastro Leonardo, forse in quell’esilio non più imposto, ma stavolta scelto. Qui, insieme ai suoi amati cani, Cocìss appare quasi in una dimensione sospesa, come in un sogno. Ma la realtà torna subito a imporsi: ha sequestrato Nunzia Serafino, si trova legata in auto, lei è l’ultimo tassello di un sistema di potere e violenza che lo ha segnato.

Cocìss le punta contro la pistola, con il consueto linguaggio diretto e irriverente, chiude ogni dialogo possibile e spara.

Con questo gesto sembra riconquistare una forma di libertà, chiudendo i conti con il proprio passato criminale: Incantalupo, Scurante e, infine, Serafino. Eppure il dubbio rimane: è davvero la conclusione del suo percorso, oppure solo l’inizio di una nuova fase?