Dalle ironiche caricature della gioventù ai progetti più maturi per case private e palazzi istituzionali, dai bozzetti per interventi su edifici storici della città alle tavole del Piano Regolatore del 1927, dai disegni di architetture realizzate a quelli per edifici futuribili, fino ai dettagli di arredi e decori che si ritrovano nella stessa Villa Necchi.
La villa nel cuore di Milano rende omaggio all’architetto che l’ha progettata con una mostra dal titolo “Piero Portaluppi: l’arte del disegno” (visitabile fino al prossimo 18 ottobre), mostra in cui si possono ammirare 44 tra i più noti e signifcativi disegni dell’architetto. La mostra è curata da Roberto Duilio e inaugura il conferimento al Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) dell’intero patrimonio della fondazione Piero Portaluppi.
L’archivio Portaluppi a villa Necchi Campiglio
L’archivio da oggi custodito in villa è composto da migliaia di documenti originali che rivelano l’abilità, lo stile, la poliedricità e l’appassionata curiosità di Portaluppi: tra questi oltre mille disegni databili tra il 1909 e il 1967, mille stampe fotografiche d’epoca, carnet di schizzi e appunti autografi, caricature matita e china su carta e cartoncino, più di 15mila cartoline e 100 bobine di pellicola in formato 16 mm (circa 8 ore di filmati), girate in Italia e all’estero tra il 1931 e il 1965, testimonianze delle importanti relazioni che intratteneva con intellettuali e artisti che hanno fatto la storia del secolo scorso, da Filippo Tommaso Marinetti a Fortunato Depero, da Marcello Piacentini a Gio Ponti ai BBPR.
E inoltre, alcuni libri della sua biblioteca personale e quasi 3mila volumi e riviste di storia dell’architettura, collezionati dalla Fondazione Portaluppi negli anni, che saranno, come il resto dell’archivio, non solo esposti, ma anche disponibili alla consultazione e allo studio, in accordo e collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano. Sono parte dell’Archivio anche 19 arredi e alcuni oggetti disegnati e usati dall’architetto, trasferiti dalla sede della Fondazione Piero Portaluppi a Villa Necchi e riallestiti nelle tre sale della soffitta, originariamente destinate al personale di servizio.
Il progetto curato dal nipote di Portaluppi
Il progetto di rifunzionalizzazione e allestimento, affidato all’architetto Piero Castellini Baldissera, nipote di Piero Portaluppi, ha ridato carattere e qualità a questi spazi, ricreando l’atmosfera dello studio di Portaluppi in via Morozzo della Rocca graz
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