di
Enea Conti

La nuova vita dell’ex storica discoteca inizierà ad autunno. Lo spazio ristrutturato si chiamerà Casa Paradiso Art Gallery e sarà disponibile per eventi di brand, istituzioni e aziende

Il Paradiso riapre a Rimini ma non sarà una discoteca. La notizia era nota quando sul colle di Covignano ai margini dei ruderi del vecchio tempio della movida romagnola delle epoche d’oro dagli anni Settanta ai Novanta arrivarono le ruspe.

Il restyling

Via la vecchia sala da ballo, il bar. Resta il cancello a ricordare i tempi andati perché il nuovo Paradiso sarà una galleria d’arte. Sarà inaugurato in autunno dopo gli ultimi mesi utili per mettere mano ai ritocchi. Il passaggio di consegne è simbolico in una città che vantava fino a poco tempo fa decine di discoteche oggi se ne contano a malapena sulle dita di una mano.
Si chiamerà Casa Paradiso Art Gallery. Il perimetro della struttura è quello originario della discoteca, quindicimila metri quadri. Non ci saranno cimeli oltre il cancello per evitare inutili nostalgie di un’epoca passata in archivio. I lavori di bonifica di un’area caduta in disuso nell’ultimo decennio erano iniziati nel 2023 per iniziativa della società Il Filo srl. «Il progetto – spiegano – ha previsto l’uso di materiali contemporanei e sostenibili, come pietra naturale e legno ecologico, in piena armonia con il paesaggio collinare e con una vista privilegiata sul mare Adriatico. Casa Paradiso Art Gallery sarà una suggestiva location, un palcoscenico riservato ed esclusivo a pochi minuti dal centro città. Uno spazio concepito per brand, istituzioni e aziende che desiderano accogliere i propri ospiti in un contesto d’eccezione, ideale per svelare nuove collezioni, presentare prodotti d’eccellenza, ospitare produzioni artistiche o celebrare importanti traguardi aziendali».



















































La storia del tempio della movida romagnola

Il Filo Srl aveva acquisito all’asta l’area nel 2018. Vale la pena ripercorrere un po’ di storia. Prima di diventare un punto di riferimento del jet-set, questo luogo era la casa della famiglia Fabbri. Si tratta di una famiglia piuttosto illustre. Il locale inaugurò nel lontano 1957 come balera, poi a partire dagli anni ‘70, la gestione passò nelle mani di Gianni Fabbri e divenne una delle discoteche più celebri in Italia, frequentata da turisti e riminesi ma anche dai vip più popolari. Nel 2001 Fabbri lasciò la guida del locale, la gestione passò ai fratelli Buffagni, già proprietari della Villa Delle Rose di Misano Adriatico. Gianni Fabbri era il fratello del celebre semiologo Paolo Fabbri insegnante universitario con Umberto Eco a Firenze, poi docente a Urbino dove ha fondato nel 1970 il Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica.

Passaggio di testimone

Proprio la moglie di Paolo Fabbri ha voluto sancire il passaggio da testimone da luogo di movida a luogo di arte. «Mio marito amava paragonare il suo lavoro a quello del fratello Gianni: entrambi ci occupiamo di giovani diceva, io nelle aule universitarie di giorno, mio fratello accogliendoli di notte. Libri, musica e ballo sono tutte esperienze formative della giovinezza. Oggi sono sicura che entrambi avrebbero amato la rinascita di questo luogo: un progetto che fa risorgere lo spirito pionieristico originario al servizio di arte, cultura e impresa».


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23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 14:53)