La fidanzata di Ultimo e figlia di Heater Parisi ha aggiunto: “Non voglio soddisfare degli sconosciuti. Sono preoccupata per gli adolescenti”

Andrea Fiori

23 maggio – 16:06 – MILANO

In un panorama digitale dominato da filtri e standard estetici apparentemente irraggiungibili, Jacqueline Luna Di Giacomo ha scelto di rompere il silenzio, lanciando un messaggio di autenticità che ha immediatamente colpito il cuore della sua generazione. La ventiseienne, nota influencer e imprenditrice, ha affidato ai propri profili social una riflessione intima e profonda, nata durante un momento di quotidianità in auto. L’estratto delle sue parole mette a nudo una stanchezza diffusa verso l’obbligo della performance visiva: “Detesto Instagram perché è pieno di bone e sento che dovrei pubblicare anche io foto più ‘aesthetic’ il che a volte mi piace pure fare, però la maggior parte delle volte sono una normalissima persona che non ha tempo né voglia di scattare la foto perfetta”.

Lo sfogo social di jacqueline luna di giacomo—  

La riflessione di Di Giacomo, figlia di Heather Parisi e compagna del cantante Ultimo, si sposta rapidamente dal piano personale a una preoccupazione più ampia, legata soprattutto all’impatto psicologico che queste dinamiche esercitano sui minori. Consapevole della propria visibilità, la giovane ha espresso un forte timore per la crescita emotiva delle nuove generazioni all’interno di standard artificiali: “Mi sento anche stupida a pensarla questa cosa. Poi penso agli adolescenti che crescono qui sopra. Che paura e che pericolo“. Il suo non è un attacco ai social media in sé, quanto piuttosto una lucida analisi dell’ansia da prestazione che colpisce chiunque si ritrovi a scorrere la timeline di un’applicazione.

un invito all’autenticità—  

Contro la pressione estetica e il costante bisogno di validazione, la creativa rivendica con orgoglio il diritto di mostrarsi nella propria normale imperfezione. Nel testo condiviso con la sua community emerge un forte invito a ritrovare una dimensione individuale sganciata dalle aspettative esterne: “A volte mi sento una bona anche io e ok è bello condividerlo, ma quasi sempre sono un pasticcio che cerca di vivere e far sorridere, soprattutto se stessa. So quante ragazze più giovani mi seguono e voglio arrivi l’autenticità e la normalità. Siate semplicemente voi stesse. Basta così”. Un appello che invita a non barattare la propria identità reale con una digitale costruita su misura per un pubblico anonimo.

La presa di posizione si chiude con una dichiarazione che suona quasi come un manifesto per il futuro della cultura influencer, in cui la ricerca del benessere personale viene posta prima della costante approvazione altrui. Con determinazione, Jacqueline Luna Di Giacomo ha ribadito: “Detesto l’idea di dover abbellire tutto per soddisfare chi poi? Degli sconosciuti? No grazie. I’m here to stay, but here to stay real”. Resta ora da capire se questo richiamo alla trasparenza rimarrà un caso isolato o se diventerà il motore di un cambiamento generazionale volto a ridisegnare il nostro rapporto con gli schermi.