Al Roland Garros non ci sarà Alcaraz: gli appassionati spagnoli si affidano a due giovani talenti classe 2006, arrivati nei quarti a Roma
Collaboratore
23 maggio 2026 (modifica alle 17:05) – MILANO
La leva tennistica del 2006 della Spagna è un futuro già presente. Rafa Jodar e Martin Landaluce, entrambi di madrid, infiammano la fantasia di una nazione inesauribile quando si tratta di sfornare talenti. Nel calcio come nel tennis. E non solo. Da quelle parti non hanno nemmeno fatto in tempo a disperarsi per il ritiro di Nadal che già avevano in casa uno dei due più forti giocatori al mondo, Carlos Alcaraz, che sembra un veterano (ha già vinto 7 Slam…) ma ha soltanto 23 anni. Adesso, eccone altri due: giovanissimi, affamati, forti, già pronti a lottare con i migliori. Come hanno dimostrato agli Internazionali d’Italia, entrambi approdati ai quarti di finale.
jodar—
Del piccolo (mica tanto, è alto un metro e 91) fenomeno di Leganés ormai nemmeno ci si impressiona più. L’asteroide Jodar ha impattato fortissimo, nel pianeta Atp, con un’ascesa incredibile in questo 2026. A 20 anni non ancora compiuti (è nato il 17 settembre 2006), è già top 30, ha battuto e scavalcato il coetaneo che fino all’altro giorno tutti ritenevano il nuovo fenomeno del tennis (Joao Fonseca) e la sua crescita sembra non essersi fermata. Venti vittorie nei suoi primi 29 incontri Atp, un titolo vinto a Marrakesh, quarti di finale a Madrid portando Jannik Sinner al tie break nel secondo set – con varie possibilità di trascinare il n.1 al mondo al terzo – e quarti anche a Roma. In questo momento, col connazionale Alcaraz fermo ai box per l’infortunio al polso, è una delle alternative più accreditate sulla terra al dominio di Sinner. E fino allo scorso anno, non era nemmeno un professionista. Jodar non solo non è un giocatore qualsiasi, ma è soprattutto un ragazzo con una gran testa sulle spalle: l’esperienza all’University of Virginia College negli Usa gli ha aperto la mente, lo ha fatto crescere prima del tempo. Lontano da casa ha affinato il carattere, e forse anche per questo la sua scalata è stata così repentina, passando in pochi mesi da 900 a 30 del mondo.
Sinner RE di Roma: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99€/mese
Landaluce —
La storia dell’altro 2006 spagnolo, Martin Landaluce (il maggiore dei due, è nato a gennaio), è una classica storia di vita di tennis. Il biondo madrileno è stata la sorpresa del Foro Italico, dove nemmeno doveva giocare nel tabellone principale, visto che era stato battuto nell’ultimo turno di qualificazioni al Foro Italico da Andrea Pellegrino. Martin era pronto a tornare Poi un ritiro e quindi, tabellone principale come lucky loser. Un terribile lucky loser. Per gli altri. La bellezza non si manifesta solo a richiesta ma anche all’improvviso. Specie quella tennistica. E così al primo turno, eliminato Marin Cilic, 38 anni ma portati bene. Secondo turno, spazzato via un pur bravo Mattia Bellucci. Agli ottavi, un derby tra giovani speranze contro Medjedovic, battuto in due set. Un torneo incredibile, per il numero 94 del mondo, che si è arreso solo a Daniil Medvedev nei quarti di finale. Landaluce sembra essere già arrivato, magari con un po’ di “ritardo” rispetto a Jodar, ma è lì e adesso gli avversari scrutano con molta più attenzione il suo nome nei tabellone. Al Roland Garros il sorteggio lo ha messo sulla strada di Jannik Sinner, con un possibile scontro tra i due, ma Landaluce guarda già oltre e dichiara che il suo slam perferito rimane Wimbledon e che il suo gioco, sull’erba, può adattarsi meglio. “Il mio obiettivo era migliorare sul rosso e l’ho fatto alla grande. Mi piace prendermi la partita e tirare vincenti – ha detto lo spagnolo – La mia condizione fisica e il mio gioco stanno migliorando sempre di più”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
