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Come possa essere finito su quella spiaggia, rimane tutt’ora un mistero. Forse si è spiaggiato? Anche se il termine è improprio quando si tratta di squali, potrebbe darsi. Magari per sfuggire ad una quale che sia cattura, è finito in acque così basse che alla fine, impedendogli il nuoto, lo hanno annegato. Oppure è stato ributtato in mare da un peschereccio. Chi lo sa. In ogni caso, una cosa è certa, quando i bagnanti lo hanno trovato, pare fosse già morto. Ed è stato proprio allora che, per il giovane squalo elefante lungo meno di tre metri, è iniziato lo spettacolo. Suo malgrado, infatti, il povero animale è stato trasformato in una sorta di macabra giostra. Protagonista di giochi e selfie che alla fine, come documentato dalle tristi immagini diffuse sui social da Richmen Sam, si sono spinti oltre, con qualcuno che si è azzardato persino a cavalcarlo. Teatro dello spettacolo, la spiaggia marocchina che si affaccia sull’Atlantico, di Imi Ouaddar, località non distante da Agadir, a sud di Marrakech.
APPROFONDIMENTI
La denuncia
“Il trattamento riservato al povero squalo, ha commentato un appassionato, è la riprova di come sono ancora considerati questi splendidi animali”.
Ed in effetti, quando si parla di squali, il vecchio refrain in voga negli anni settanta del secolo scorso e che recitava “uno squalo è buono soltanto da morto”, negli ultimi anni sembra tornato di gran moda. Tanto che, in diverse aree del pianeta, sono stati cancellati decenni di lavoro e di conoscenza per la salvaguardia, nel tempo di un battito di ciglia, o quasi. Così è purtroppo sempre più facile imbattersi in scene come questa. Episodi drammatici che allontanano le speranze di sopravvivenza per specie animali fondamentali per la salute di mari e oceani. Predatori che, più vecchi dei dinosauri, ad essi sono sopravvissuti per arrivare sino a noi. Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) noto anche come pellegrino o cetorino, è il secondo pesce più grande del pianeta. Lungo mediamente 10 metri, può arrivare a pesare più di 5 tonnellate. Più grande di lui, quasi il doppio, è il gigantesco squalo balena. Come il cugino più grande, è quasi esclusivamente planctofago. Un tempo comune in mezzo mondo, con un po’ di fortuna lo si può trovare anche nel nostro vecchio Mediterraneo. A rischio estinzione, come ormai molte delle oltre 400 specie di squali esistenti, è protetto dalle normative vigenti.
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