Dopo nove giorni finisce il sogno di Afonso Eulálio, che consegna la maglia al grande favorito del Giro. Bravo Piganzoli, che chiude al quarto posto davanti a Pellizzari

In cima alla stazione sciistica di Pila, la montagna di Aosta e culla della mountain bike, Jonas Vingegaard apre un nuovo capitolo della sua storia. Dopo le maglie gialle di vincitore del Tour de France 2022 e 2023 e quella rossa della Vuelta 2025, il fuoriclasse danese della Visma-Lease a Bike si veste per la prima volta di rosa dopo un’ennesima esibizione in montagna. Si alza sui pedali a 4,6 km dal traguardo, dopo un lavoro ancora una volta eccellente del suo fedelissimo Davide Piganzoli, sul tratto più duro all’11% della salita di Pila. Duecento metri ed è già solo, si gira e vede soltanto ombre. Il portoghese Eulalio si era staccato due chilometri prima e quindi la maglia azzurra di miglior scalatore che indossa si è già colorata di rosa, considerato che Vingegaard era secondo a 33”.

tempi—  

È la 14a tappa del Giro, Aosta-Pila (Gressan), 133 km e 4350 metri di dislivello, prima giornata a cinque stelle del Giro.  In uno scenario incantevole, trenta gradi in pianura, il cielo blu intenso e le aquile a volteggiare, uno spettacolo di gente e di tifosi, Vingegaard conquista la sua vittoria numero 51: sul traguardo bacia come di consueto la foto della sua famiglia, attaccata sul manubrio, e precede Gall di 49”, Hindley di 58”, poi Piganzoli a 1’03”, Pellizzari a 1’04”, Arensman a 1’22”, Eulalio in rosa chiude a 2’49″. In classifica Vingegaard è il nuovo leader del Giro: Eulalio secondo a 2’26”, terzo Gall a 2’50”, poi Arensman a 3’03”, Hindley a 3’43”, sesto Pellizzari a 4’22”, decimo Piganzoli a 6’13” e 14° Caruso a 8’49”. Da Aosta si vede già il Circo Massimo a Roma: sì, perché l’obiettivo di Vingegaard è la Tripla Corona. A 29 anni diventerebbe l’ottavo campione a conquistare in carriera Giro, Tour e Vuelta, e iscriverebbe il suo nome al fianco di Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome. Domani arrivo a Milano, quindi lunedì riposo e si riparte martedì con un’altra tappa di montagna, tutta in Svizzera: Bellinzona-Carì, 113 km e 3000 metri di dislivello. Il Giro si concluderà domenica 31 maggio a Roma.

grande—  

Nessuno prova nemmeno a insidiare Vingegaard in salita, quella di Jonas è una passerella solitaria e trionfale. Blockhaus, Corno alle Scale e adesso Pila: tre arrivi in montagna, tre vittorie di Vingegaard. Quest’anno, nelle corse che ha disputato (Parigi-Nizza, Giro di Catalogna e Giro d’Italia) ha sempre vinto su tutti i traguardi in salita: unica eccezione Fermo, ma l’arrivo era su uno strappo. Dopo nove tappe in maglia rosa finisce la  favola del portoghese Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious), ma il suo Giro l’ha già vinto: nemmeno Vingegaard, se arriverà a Roma con la maglia rosa, potrà superarlo come numero di maglie da leader, arriverebbe al massimo a otto. E comunque domani ripartirà con la maglia bianca di miglior giovane con 1’56” su Pellizzari.

il clou—  

La salita finale di Pila misura 16,5 km con pendenza media del 7,1% e punte dell’11% ha un dislivello di 1173 metri: negli ultimi 4900 metri la media è del 7,8%. I 13 attaccanti, tra cui Ciccone, partiti proprio subito dopo la partenza, la affrontano con 2’13” sul gruppo Vingegaard che non ha mai lasciato spazio. A – 14 km, ecco Campenaerts, fedelissimo del danese, in modalità metronomo con Kuss e Piganzoli e a ruota. La maglia rosa Eulalio tiene benissimo, sempre scortato da un encomiabile Damiano Caruso. A 10 km dal traguardo, Ciccone, Mas, Poels e Rubio hanno 1’11” sul gruppo rosa. Si sposta Campenartes, tocca a Kuss tirare e il ritmo sale. Cedono O’Connor, Gee e poi la maglia rosa Eulalio proprio davanti al cartello che indica 9 km all’arrivo. Pellizzari bene. A 6 km dal traguardo, la maglia rosa passa virtualmente a Vingegaard, che doveva recuperare 33” a Eulalio. Davanti, Ciccone ci prova un’altra volta per cercare la vittoria di tappa, ma ha appena 16” ed è ripreso a 5 km dall’arrivo. Poi lo show di Vingegaard, nuovo signore del Giro.

programma—  

Domani il Giro torna a Milano, la sua culla, dove nacque il 13 maggio 1909 in piazzale Loreto. Sarà una grande festa, domenica 24 maggio, con uno spettacolare circuito cittadino da ripetere quattro volte. Tappa completamente piatta, con partenza da Voghera alle 13.40: da Pavia si ripercorre al contrario il tracciato della Sanremo che partiva da Milano. Si entra in città nella Chiesa Rossa, sull’Alzaia Naviglio Pavese per entrare nel circuito finale di 16,3 km da ripetere 4 volte. Si percorrono viale Toscana, piazzale Lodi, viale Umbria, piazzale Loreto, Corso Buenos Aires e Corso Venezia. Ultima curva in piazzale Loreto a 2 km dall’arrivo. Poi è tutto dritto fino all’arrivo in Corso Venezia all’altezza dei giardini. Abbuoni per la classifica al traguardo: 10″, 6″ e 4″. Il Quartier Tappa è alla storica piscina Cozzi.

il giro—  

Non ci sono stati cambiamenti di classifica dopo l’ultima tappa vinta da Alberto Bettiol. Per quanto riguarda la maglia rosa, il portoghese Afonso Eulalio è ancora in testa per la nona giornata con 33” sul danese Jonas Vingegaard e 2’03” sull’olandese Thymen Arensman; nono Giulio Pellizzari a 3’42”. Paul Magnier ha la maglia ciclamino dei punti, Vingegaard quella azzurra della montagna, Afonso Eulalio la bianca dei giovani. A squadre guida la XDS-Astana.