di
Vincenzo Brunelli

Francesca Leone denuncia una ricca donna francese che, dopo avere tenuto in visione per mesi una sua opera, l’avrebbe restituita – per poi esporre una sua copia spacciandola per originale. Ma per i giudici a dover decidere il da farsi dovranno essere i tribunali francesi

Potrebbe essere la scena di un film. E se si aggiungessero le musiche di Morricone, i campi larghi alternati a quelli stretti sui volti, e le immancabili pause, potrebbe essere proprio un film di Sergio Leone

La vicenda finita in un’aula di Tribunale a Roma riguarda, infatti, proprio Francesca Leone, la figlia del leggendario regista italiano, e parla di un castello in Francia, di una misteriosa e facoltosa donna francese, di opere d’arte e di un misfatto, tutti ingredienti per una pellicola di successo. 



















































Ma è pura realtà, ed è finita sul tavolo della diciassettesima sezione civile del Tribunale di Roma, per valutare un’ipotesi di illecito, di violazione del diritto d’autore per la precisione, sollevata proprio dalla figlia del grande Sergio Leone. 

Francesca è un’artista di fama internazionale ed espone le sue opere in tutto il mondo da anni. Nel 2017 aveva conosciuto una facoltosa donna francese, tramite amici comuni, a un evento romano. Già in passato aveva venduto un suo quadro alla madre della signora che proprio in quell’occasione manifesta l’intenzione di acquistarne un’altra: un’opera che fa parte di una particolare mostra di Francesca Leone intitolata «Flussi immobili». In particolare la signora francese vorrebbe comprare l’opera n. 12

Il dipinto – stando al resoconto processuale – veniva quindi reso disponibile e consegnato alla donna francese che la custodiva in visione per svariati mesi. Successivamente però decideva, a metà del 2018 ,di non acquistare più l’opera d’arte e quindi di restituirla. 

Francesca, dopo aver controllato che fosse tutto a posto, a quel punto risolve il contratto preliminare di compravendita del suo quadro, il cui prezzo era stato fissato a 25 mila euro. Nulla di fatto dunque e tutto sembra finito lì. 

Ma nel 2023 un’amica comune di Francesca e della signora francese, va in visita in un castello a Saint Tropez, di proprietà della facoltosa donna, e nota il dipinto di Francesca Leone in bella mostra in una stanza del maniero. A quel punto tira fuori il suo smartphone e scatta alcune foto e anche un video, e invia tutto a Francesca. Nel video, sempre stando al resoconto processuale, si vedrebbe la donna francese illustrare l’opera d’arte ad alcuni ospiti, spacciandola come originale. In realtà è palesemente una riproduzione, visto che l’opera d’arte originale non era stata poi comprata ed era stata restituita a Francesca Leone che a quel punto tramite i suoi legali contatta la donna chiedendo l’immediata distruzione dell’opera contraffatta: ma non ottiene risposta positiva a tale richiesta. 

Inevitabile, a quel punto, finire in Tribunale, dopo regolare diffida e denuncia, e con tanto di richiesta di risarcimento danni. 

I legali di Francesca Leone si rivolgono quindi ai giudici romani «ritenendo che la signora francese avesse effettuato una riproduzione dell’opera d’autore che aveva preso in visione per l’acquisito, ripiegando per l’opzione di realizzare una copia pedissequa della stessa, senza alcuna autorizzazione dell’avente diritto, per poi indicarla come autentica, violando il diritto d’autore dell’artista che ha diritto al risarcimento dei danni subiti e alla distruzione della riproduzione contraffattoria». 

Per i giudici Carlomagno, Martucci e De Lorenzo, del Tribunale civile di Roma, però, il fatto è avvenuto in territorio francese. Si legge infatti in sentenza: «Emerge che la condotta che si presume illecita (la riproduzione dell’opera) si è realizzata in Francia, così come la collocazione della copia e la sua esposizione, e anche l’eventuale lesione dell’immagine e della reputazione artistica». 

Il procedimento giudiziario, dunque, dovrà proseguire necessariamente in Francia.


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23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 16:10)