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Paolo Tomaselli, inviato a Bologna

L’Inter campione d’Italia passa in vantaggio con una gran punizione di Dimarco, poi subisce il ritorno degli emiliani. Nella ripresa accorcia Pio dopo un palo colpito da Diouf

Sarà anche calcio estivo, ma nessuno ci sta a perdere. E per qualcuno, più che l’ultima partita della stagione, è il prologo della prossima. A Bologna l’Inter prima si fa rimontare e superare, poi a sua volta recupera due gol e chiude dieci mesi da applausi — diventando la prima squadra della storia a fare più gol (89) che punti (87) — con un pareggio scoppiettante, ricco di errori e con qualche spunto per il futuro.

Il primo: Sommer, in partenza, resta uno dei portieri migliori con i piedi e Josep Martinez, che dopo due anni di panchina è stato battezzato come prossimo titolare, non può pensare di imitarlo forzando quasi tutte le giocate, prendendo rischi inutili. Il secondo: Diouf non è un esterno ma nel secondo tempo dimostra che ha voglia di provarci e di «studiare» per rimanere all’Inter; sia il secondo gol, con palla sul palo che carambola in mezzo all’area per la deviazione di Esposito, sia il terzo, con una cavalcata e un gran destro sul palo di Skorupski, dimostrano che la verticalità del francese e anche la sua duttilità possono servire



















































O essere un valore sul mercato. Il terzo spunto interista riguarda l’utilizzo dei giovani, con altri due debuttanti, Cocchi e Topalovic: la prima annata di Under 23 dimostra che i vasi comunicanti con la prima squadra sono utili. E la palla in profondità dello stesso Topalovic per il 3-3 di Diouf è una perla in una giornata calda ma ancora di calcio vero, anche se senza alcuna pressione.

La punizione dell’1-0 di Dimarco è l’altra gemma di una giornata, caratterizzata anche dalla deviazione decisiva di Lautaro sul tiro di Pobega e dall’autogol più netto di Zielinski su cross di Miranda a inizio di ripresa. Il tiro dell’azzurro sopra la barriera è la firma d’autore del miglior giocatore del torneo, eletto dalla Lega di serie A. Il miglior attaccante, Lautaro, invece chiude con 17 gol ed eguaglia Meazza che vinse due scudetti con il titolo di capocannoniere, ai quali l’argentino ha aggiunto anche la Coppa Italia. Per lui però ancora nessun gol al Dall’Ara in carriera. Si rifarà al Mondiale, mentre Chivu dribbla ogni domanda sull’Inter del futuro: «Ci serve un trequartista? So solo che ci serve una vacanza».

23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 22:00)