di
Gian Guido Vecchi

Nel discorso del Papa ad Acerra, davanti a quindicimila persone, si rivolge soprattutto alle istituzioni

Inviato
ACERRA (Napoli) –  «Osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira. In questo territorio la vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà». Leone XIV arriva nella Terra dei Fuochi, «un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini», e sillaba un discorso vibrante, rivolto anzitutto alle istituzioni.

«Occorre scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte. C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano».



















































Papa Prevost parla a quindicimila persone in una piazza di Acerra dominata da una vecchia torre dell’acqua in cemento come i condomini che tutt’intorno mostrano appese le bandiere vaticane gialle e bianche. «Santità, benedici questa terra» si legge su un lenzuolo disteso come uno striscione. I ragazzi cantano «Emmanuel», l’inno della Gmg. 

«Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente», aveva spiegato nella cattedrale di Santa Maria Assunta, dove ha abbracciato uno a uno i familiari di chi si è ammalato ed è morto: «Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione… Siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita!».

La storia della Terra dei fuochi

Undicimila chilometri quadrati tra le campagne casertane e napoletane, una novantina di comuni, tre milioni di abitanti. Dalla fine degli anni Ottanta, per risparmiare sullo smaltimento, la camorra ha versato liquidi velenosi nelle rogge irrigue e seppellito rifiuti tossici di ogni genere, affidati alla criminalità organizzata da imprese, soprattutto del Nord, che volevano risparmiare sui costi di smaltimento, il tutto nell’indifferenza di una politica inerte o corrotta. Già nel 2014 l’Istituto superiore di sanità registrava, nella Terra dei Fuochi, un tasso di mortalità superiore del 10 per cento per gli uomini e del 13 per le donne rispetto al resto della Campania, e un’incidenza dei tumori più alta del’11 per cento.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasbugo, l’anno scorso, ha condannato lo Stato Italiano per non aver protetto il diritto alla vita dei cittadini. La causa era stata aperta grazie agli esposti della gente. La sentenza ha imposto di istituire una commissione ed elaborare un piano di azione entri due anni. Solo che al momento il piano prevede 2,5 miliardi di fondi per bonificare 85 siti mentre quelli inquinati sono 293, almeno, perché nel frattempo ne vengono segnalati altri. Imprese in nero continuano a scaricare nelle strade di campagna, scarti di lavorazione, rifiuti edili ed industriali e perfino amianto sono ancora visibili ai margini dei campi. Qui però spiegano che il peggio è quello che non si vede, terrapieni sospetti orlano terreni coltivati a verze.

Così il pontefice ringrazia «quei “pionieri” che, col loro impegno coraggioso, hanno per primi denunciato i mali di questa terra e hanno portato l’attenzione sulla realtà oscurata e negata del suo avvelenamento: penso in particolare ai membri delle associazioni ambientaliste». Ad Acerra c’è anche don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che tra i primi denunciò la catastrofe ambientale, «c’è solo una cosa da dire: mai più», in piazza sono arrivati i sindaci del territorio.

Il paradigma tecnocratico 

«Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti», dice Leone XIV: «Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa». Il Papa richiama la «resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» di cui scriveva Francesco nell’enciclica Laudato si’: «Quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo».

Perché «ora tutti sappiamo che occorre vigilare sulla salute del creato come si vigila sulla porta di casa, respingere tentazioni di potere e di arricchimento legate alle pratiche che inquinano la terra, l’acqua, l’aria e la convivenza… Quanti rifiuti, quanto spreco, quanti veleni sono venuti da un modello di crescita che ci ha come stregato, lasciandoci più malati e più poveri», conclude il Papa: «Sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta. Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private occorre consolidare e allargare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale. Esso non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori».


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23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 17:42)