Perdere la Champions con tutti gli indicatori a favore sarebbe un vero dramma dalle conseguenze facilmente immaginabili: le voci filtrate di recente fanno capire che è in corso una “guerra” ai piani alti, che Allegri e Ibrahimovic sono forse incompatibili, che diversi quadri cambieranno. Senza Champions, però, sono attesi ribaltoni e non semplici passaggi di consegne. Ma il Milan è a un passo dal risultato sperato a inizio stagione. Affronta una squadra senza motivazioni di classifica. Negli scontri diretti è davanti a Roma e Como e in svantaggio soltanto contro una Juve quasi innocua. Anche (quasi) tutte le “classifiche avulse” — finendo cioè in tre o in quattro alla pari — lo premiano. In palio, un posto nell’Europa dei milioni veri, quelli che permettono gli investimenti. Il Milan dovrebbe farsi male da solo. L’illusione scudetto è durata mezza stagione, s’è fatta pressante dopo il secondo derby e lì, presumiamo per l’obbligo di cambiare strategia e fare il gioco invece di rispondere, la caduta. Più o meno stessa difesa dell’Inter che ha segnato però 34 gol in più: le cifre non mentono. Se la Juve non avesse fatto harakiri, chissà.
Ora c’è il Cagliari prima della Champions. In altri tempi non ci sarebbero state preoccupazioni, oltre la retorica del “tutti gli avversari sono difficili e vanno rispettati”. Il Cagliari è salvo e tranquillo ma, come le altre piccole, non ci pensa neanche a farsi da parte: il bello, uno dei pochi, di un campionato non memorabile o comunque livellato in basso. Nelle ultime sei giornate Pisacane ha sconfitto Cremonese, Atalanta e Torino e pareggiato con il Bologna. Allegri ripeterà ai suoi fino allo stremo: «’Alma e ricordate Juve-Fiorentina!». Per molti sarà l’ultima in rossonero. Ma anche il futuro del tecnico non è inciso nella pietra: la Nazionale aleggia sulla sua testa come su quelle di Conte e Mancini. Con la Champions le motivazioni per un addio scomparirebbero o quasi. Infatti Max ha ammesso: «Questa è la partita dell’anno». Scontata la conferma del 3-5-2, sistema totem della stagione. Dalla prossima, con Bayern, Psg, Real e City all’orizzonte, servirà ben altro e non è questione di tattica. Ma stasera la finalissima di Champions è un’altra: Milan-Cagliari. Non benissimo.