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Daniele Sparisci

Al Gp del Canada testa a testa senza esclusioni di colpi, Russell si prende la pole. Dopo le polemiche il chiarimento: «Certe cose non devono ripetersi»

Testa a testa, senza respiro. Distacchi in fotocopia (68 millesimi come nelle qualifiche del venerdì per la Sprint) che nascondono il vero divario, fatto di tensioni crescenti. Russell beffa Antonelli per la terza volta in due giorni, negandogli a Montreal la quarta pole consecutiva. Lo ha fatto con ultimo tentativo perfetto e un po’ disperato perché Kimi è una minaccia costante. Come lo sono le McLaren di Norris e Piastri, pronte ad approfittare dei regali della coppia Mercedes, a mettere pressione. Non c’è la Ferrari, in terza fila, salvata da Hamilton perché Leclerc, su un tracciato che non ama, è scivolato in ottava posizione («O andiamo contro il muro o finiamo ottavi. Un weekend terribile, zero feeling, peggio di così è impossibile»). La Rossa assiste al confronto Mondiale in Mercedes, vittima dei suoi limiti, di avversari che crescono meglio. Ma le qualifiche sono state il contorno a un sabato dove le emozioni si erano consumate già prima. È finita la pace fra George e Kimi.

Bastava vederli già all’inizio di quest’anno, su una macchina superiore alla concorrenza, per capire che era solo questione di tempo prima che le parole di facciata («Corriamo nell’interesse del team, ci teniamo. Fra noi c’è rispetto») crollassero di fronte alle ambizioni personali. Per Russell la leadership del Mondiale è una questione di sopravvivenza, per Antonelli un’occasione da affrontare con la testa libera, nessuno, alla sua età, lo accuserà qualora dovesse fallire.
Ieri Andrea, come lo chiama Toto Wolff quando si arrabbia, ha ricevuto rimproveri in mondovisione per le lamentele nei confronti del compagno («È stato scorretto, mi ha spinto fuori, dovrebbero penalizzarlo». Replica del capo: «Pensa a guidare, parliamo dopo»). A dieci anni dalla faida Hamilton-Rosberg (conclusa con il ritiro del tedesco dopo il Mondiale vinto), il capo della Mercedes si trova a gestire una rivalità forse altrettanto esplosiva fra due piloti usciti dal vivaio. Le scintille già covavano negli sguardi, nelle battute e in relazioni ridotte all’essenziale. Lo scontro è scoppiato nella Sprint: contava tenere il punto, non i punticini in palio nella gara breve.
Il vincitore, Russell, ha spiegato la manovra difensiva con una mezza provocazione: «In quel punto nessuno passa all’esterno. Non ho fatto nulla di sbagliato ed erano d’accordo anche i commissari. Una battaglia dura ma corretta». Traduzione: Kimi è stato troppo ottimista alla curva 1, eccesso di autostima. Il ragazzino, infastidito, ha risposto per le rime: «La curva l’avrei fatta, ho visto che ha allargato». E ancora: «Se ti affianchi bene puoi superare ovunque».



















































Ma non solo: il 19enne ha anche chiesto «chiarezza» sulle modalità di ingaggio con il compagno, prima nell’adrenalina dei dialoghi radio («Se siamo autorizzati a lottare così, buono a sapersi»), poi con una formula più diplomatica: «Probabilmente ho capito in maniera differente il senso di alcune riunioni pre-gara, dovremo riparlarne e poi sarà tutto a posto». Un faccia a faccia c’è stato per calmare l’ambiente: «Certe cose viste nella Sprint non dovranno ripetersi, ci siamo chiariti» ha dichiarato Antonelli. Esuberante, aggressivo — troppo stavolta, con due errori dopo il contatto che hanno consegnato a Norris il secondo posto — a tratti Kimi ricorda il Verstappen degli inizi. Wolff lo ha «allevato» e sa come intervenire: «Non vogliamo che la situazione degeneri in Star Wars. Abbiamo regole e obiettivi precisi e dobbiamo tenerli a mente». Nell’arte dell’equilibrio Toto fa un appunto importante in difesa del ragazzino: «Voglio che continui a essere aggressivo, magari si arrabbierà ed è normale: non puoi avere un leone in macchina e un cucciolo fuori».

A proposito di tenerezze, la Ferrari è troppo scarica di cavalli (e non solo) per tenere testa a Mercedes e McLaren: terza forza nelle qualifiche sprint, nella garetta e nelle qualifiche del sabato. Tre indizi fanno pensare. I temporali, attesi oggi in Canada, potrebbero rimettere tutto in discussione. Forse. Anche per George e Kimi.

24 maggio 2026 ( modifica il 24 maggio 2026 | 09:22)