Il rapper si racconta senza veli nel docu film “King Marracash”: gli esordi difficili, il dissing con Fedez

Andrea Fiori

24 maggio – 12:07 – MILANO

Marracash, all’anagrafe Fabio Bartolo Rizzo, spegne 47 candeline e celebra il suo compleanno sbarcando nei cinema italiani. Arriva infatti nelle sale, solo il 25, 26 e 27 maggio, King Marracash, il primo docu-film del rapper della Barona diretto da Pippo Mezzapesa. Prodotta da Groenlandia, la pellicola promette di mettere a nudo la parabola di riscatto e la verità più intima dell’artista, toccando non solo i trionfi professionali — dai palchi monumentali di San Siro al bagno di folla del suo “Marra Block Party” — ma anche la sfera privata. Tra i capitoli più attesi del documentario c’è senza dubbio il racconto sincero e inedito del legame con l’ex compagna Elodie, una delle storie d’amore che più ha appassionato il pubblico e i media negli ultimi anni, e che qui viene ripercorsa dall’inizio alla sua dolorosa conclusione.

marracash racconta la storia con elodie—  

Il legame tra i due artisti nasce nell’estate del 2019, una scintilla scoccata davanti alle telecamere. “La storia con Elodie è nata sul set di Margarita“, ricorda Marracash con un pizzico di ironia, ammettendo: “Io ho cominciato a provarci sul set del video, facevo l’idiota”. Da quel colpo di fulmine ha preso il via una relazione intensa e un sodalizio artistico trasformatosi in musa e punto di riferimento, soprattutto durante la genesi dell’album Noi, Loro, Gli Altri.

Tuttavia, proprio la lavorazione di quel disco nel 2021 ha segnato l’inizio della fine. “Ho iniziato a mettere in dubbio tutto durante Noi, Loro, Gli Altri”, spiega il rapper, svelando un retroscena finora intimo: “Mentre lavoravo al disco, mi vedevo con Elo per parlare, cercavamo di provarci, non volevamo separarci, ma allo stesso tempo sapevamo che le cose non andavano. Il giorno in cui scattiamo la copertina, decidiamo di lasciarci”.

L’amore “è iniziato e finito sul set di un videoclip”—  

Il distacco si è consumato nonostante gli avvertimenti del suo produttore Marz, lasciando un segno profondo e spingendo l’artista a cambiare persino il finale del videoclip di Crazy Love: “Dopo che ci siamo lasciati ho cambiato lo script del video. Nel finale ci uccidiamo a vicenda, metafora della fine della relazione. La nostra storia è nata e finita sul set di un videoclip”.

Oggi le loro vite sentimentali hanno preso strade diverse, ma la fine dell’amore ha lasciato spazio a una solida amicizia e a una profonda stima reciproca, culminata lo scorso aprile nel sorprendente duetto sulle note di Niente canzoni d’amore proprio al “Marra Block Party” di Milano. Sebbene il capitolo Elodie sia ormai archiviato, Marracash confessa di guardare al futuro e al tema della paternità con un approccio indipendente: “Da una parte mi attrae tantissimo. Trasmettere è una cosa che ho dentro… Dall’altra però faccio un po’ fatica con gli impegni a lungo termine, come mi accade nelle relazioni sentimentali. Resto fatalista, se mi deve succedere succederà“.

il difficile esordio e il bipolarismo—  

Oltre alla sfera sentimentale, il documentario scava nelle origini del “fenomeno Marra”, partendo da un’infanzia segnata dallo sradicamento e dalle difficoltà economiche del 1992, che privarono la famiglia del reddito paterno portandola allo sfratto. Il passaggio dalla natia Sicilia ai palazzoni della Barona a Milano fu, nelle parole del cantante, “uno choc, un passaggio traumatico, per me e per la mia famiglia”.

Tra quelle strade toste e il contatto precoce con le droghe a 14 anni, Bartolo Rizzo ha trovato nell’hip-hop l’unica via di fuga. Una scalata non priva di ostacoli, fatta di bocciature scolastiche, l’abbandono dell’università e lavori manuali estenuanti, prima del successo travolgente arrivato nel 2008 con Badabum Cha Cha. Il successo, però, ha portato con sé anche un forte impatto psicologico. “Ho avuto un momento durissimo a causa dell’impatto con questa fama nazional popolare e non è stato facile”, rivela l’artista, che ha scoperto in quel periodo di soffrire di una forma lieve di bipolarismo: “Alterno delle fasi di depressione a delle fasi di euforia. Non c’è un tempo fisso, a volte durano parecchio, anche mesi”.

il dissing con fedez—  

Nel film non mancano i passaggi dedicati alle storiche spaccature culturali all’interno della scena musicale italiana, a partire dalla tensione mai spenta nei confronti di Fedez. Un fuoco che cova sotto la cenere dal 2017 — quando Marracash lo liquidò sui social come “un nano con la sindrome di Napoleone” — e culminato nel 2021 con l’affondo frontale nel brano Cosplayer. Interrogato sulla natura di questa faida, il rapper della Barona ci tiene a chiarire che non si tratta di una banale questione privata o di una mossa per rincorrere visibilità, bensì di un’assoluta incompatibilità di valori: “Lui rappresenta quelli che si impegnano oggi per una cosa e domani per un’altra senza avere credibilità, senza conoscere il problema”.

Accanto alle accuse verso il rivale di vendere semplice pop mascherato da hip-hop, a 47 anni Marracash sceglie la via del grande schermo per ribadire la propria distanza da certe dinamiche commerciali e televisive. “A quarantasette anni inizio a chiedermi, per esempio, che cosa lascerò. L’eredità della mia musica”, confessa l’artista, concludendo fiero: “Tutto quello che ho costruito, l’ho costruito solo con la musica: per cui secondo me adesso può essere interessante guardare il mio privato non durante la scalata di carriera ma in una forma diversa di verità“.