Tre vite in una sola, tutte vissute ad alta intensità. Diego Locanto, cinquantatreenne palermitano di origini, laziale di nascita, e marchigiano di adozione – vive a Montemarciano – è uno di quegli uomini che sembrano non accontentarsi mai di un solo palcoscenico. Ex pallavolista professionista, pilota automobilistico e oggi fondatore e team principal della scuderia DL Racing, le sue iniziali, è diventato nell’arco di pochi anni uno dei nomi più noti del motorsport italiano.

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La prima vita è quella della pallavolo. Cresce sportivamente a Palermo, nella società del padre, dove si divide tra la rete e il canestro: a quattordici anni sceglie il volley, e la scelta si rivela giusta. Lo ingaggia il Catania di Italo Rapisarda, con cui vince lo scudetto under 18 senza perdere un set, battendo in finale per un Padova schierato con giocatori poi diventati protagonisti del volley nazionale. Poi arriva la Panini di Modena, tra le squadre più blasonate d’Italia, guidata da Massimo Barbolini con Riccardo Pippi come direttore sportivo: Locanto entra dopo un provino e da lì gioca per oltre dodici anni tra serie A1 e A2. Nel curriculum c’è anche un piccolo record: ha vinto i campionati di B1 in tutte e tre le zone geografiche italiane, da ragazzino ad Asti, poi al sud con Taviano e infine con Pineto, dove chiude la carriera agonistica quando il fisico – cento chili per un’altezza fuori dalla norma per i piloti, ma non certo per un pallavolista – presenta il conto.

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La seconda vita comincia quasi per caso, nel 2018. Locanto è già imprenditore, è stato per quasi dieci anni presidente del Porsche Club Umbria, ha il pallino delle auto d’epoca. Un amico lo vede guidare durante l’apertura della cronoscalata storica di Orvieto e lo convince ad andare in pista. Prima uscita con una Porsche 993 4S del 1997: è una rivelazione. In pochissimo tempo vince il campionato italiano Time Attack, poi il Porsche Club GT per due anni consecutivi, poi approda alle corse vere e proprie nella Porsche Carrera Cup. Nel campionato italiano conquista il titolo nell’endurance e il secondo posto nello sprint, sfiorando una doppietta che mancava da diciannove anni. Arrivano anche vittorie e podi nel campionato europeo Lamborghini e il successo nella gara internazionale del GT2 World Challenge a Misano. Tutto questo avendo iniziato a correre a quarantacinque anni, senza passare dai kart.

Diego Locanto quando era pallavolista professionista. A destra, pilota automobilistico e oggi fondatore e team principal della scuderia DL Racing

Diego Locanto quando era pallavolista professionista. A destra, pilota automobilistico e oggi fondatore e team principal della scuderia DL Racing

La terza vita è quella del costruttore. Locanto fonda la scuderia DL Racing, con sede legale a Milano, dove ha le sue attività imprenditoriali, e base operativa a Senigallia: una struttura da 2500 metri quadrati, con nove Lamborghini e una Ferrari in gestione, oltre sessanta persone tra dipendenti e consulenti, meccanici, ingegneri, logistica e amministrazione. Il team nasce dall’ispirazione di Locanto e del socio Marco Santanocita, con l’obiettivo dichiarato di mettere i piloti al centro del progetto. Tra i traguardi più recenti, nel 2026 la scuderia ha fatto il salto nella categoria GT3 come team ufficialmente supportato da Lamborghini, portando a Imola sette vetture nel primo round del campionato italiano. All’esordio in GT3 il team è già salito sul podio assoluto. Tra i piloti che corrono con la DL Racing c’è anche Francesco Daniele, figlio di Pino, al debutto nel motorsport nazionale su una Lamborghini Huracán.

Il figlio di Diego, Giorgio, vittima della brutale rapina, gioca in serie D: quest’anno ha vestito inizialmente la maglia del Castelfidardo, giocando anche contro l’Ancona da difensore laterale. Poi è passato alla Vogherese, sempre in D.