“Il nostro finale di stagione da film horror – dice il regista -. Tocca ad Elkann scendere in campo”


Guglielmo Buccheri

Giornalista

24 maggio – 12:35 – MILANO

Riavvolgere il nastro di una stagione un po’ così può apparire complicato anche per chi di sceneggiature o regie è maestro.

Giovanni Veronesi, che titolo darebbe a questo finale bianconero?
“Ci costruirei un film dell’orrore. Troppo brusca è stata la frenata, dal Verona alla Fiorentina. E, ora…”.

E ora la Champions è un bel rompicapo. Anzi: una chimera.
“Davvero. E se ripenso ai match point che abbiamo avuto per metterci al sicuro perdo il buonumore”.

Teme il derby?
“E come non potrei temerlo: abbiamo dato al Toro una motivazione che, magari, non avrebbe avuto. Toglierci anche le ultime chance, debolissime, darà ai granata quell’adrenalina in più che può indirizzare il duello. Vorranno negarci anche il gusto di ascoltare alla radio cosa accade a Verona, Cremona o San Siro”.

Da tifoso juventino che sensazioni le ha regalato un campionato in altalena?
“C’è stato un momento in cui credevo che con Spalletti potessimo prendere il volo… Non è andata così”.

Si è dato una spiegazione?
“Penso che la squadra non abbia quelle qualità per arrivare davanti a tutti”.

Un salto all’indietro. In una sua sceneggiatura a chi il ruolo del più vivace o divertente?
“Conceiçao perché è un tipo da Juve: ha coraggio, gioca per far sorridere la gente, usa quella tipica intraprendenza utile per saltare sempre l’uomo. Mi piace, il suo l’ha sempre fatto”.

Oltre il derby c’è…
“Spero in un po’ di continuità: tocca ad Elkann scendere in campo. Io al suo posto cosa farei? Non lo so, non è una questione facile risolvere i problemi che affliggono la nostra Juve, non è una questione di poco conto anche perché molto parte da lontano”.

Fuori dai giochi Bremer e Yildiz, tutto il peso finisce sulle spalle di Vlahovic?
“Vlahovic ci è mancato, ma, ora, ha fatto il suo tempo: non so se sarebbe l’attaccante giusto per il futuro, forse no, le sue occasioni le ha avute senza sfruttarle”.

Se le dico algoritmo?
“Per carità…mi piacerebbe incontrarlo di persona questo algoritmo per dirgliene quattro (ride, ndr). Ma come fai a scegliere così? Esiste anche da noi: a pagina trentadue della sceneggiatura qualcuno non ha dato ciò che gli era stato chiesto, tagliamolo… Non esiste”.