Conferenza d’addio accanto a De Laurentiis per il tecnico: “Abbiamo fatto qualcosa di storico, come ai tempi di Maradona. Ma non sono riuscito a portare compattezza. Il presidente mi ha detto: ‘se ci ripensi, dimmelo anche all’ultimo”

24 maggio 2026 (modifica alle 21:29) – MILANO

Uno a fianco all’altro, in una serata in cui tutto sembra annunciato, Aurelio De Laurentiis e Conte si separano. Entrano assieme in sala stampa e parlano, raccontano, svelano e infine annunciano ch’è finita. Aurelio De Laurentiis si avvicina ai microfoni con Antonio Conte, alle 20.34, ed è già ovviamente previsto che vada come si pensa ormai da un bel po’. De Laurentiis è uomo di spettacolo e per arrivare alla notizia, parte un po’ alla larga, da Bologna… “Quella sera capitò a Conte di avere un momento di forte delusione e probabilmente in quel momento l’allenatore, in una piazza che pretende troppo, forse ha pensato non posso fare miracoli. Gli dissi: prenditi una settimana di pausa, stai tranquillo, stai a casa, riposati. Poi ricordo che un mese fa mi ha chiamato: possiamo incontrarci? Sai, siamo amici Aurelio…E capii… Fui diretto: se Napoli ti sta stretta io capisco, non siamo il Bayern, il Psg, il Real. Dobbiamo stare dentro un budget. E poi..”. Ma la notizia è un’altra, la dà Conte. Ma di chi parla e con chi ce l’ha Antonio Conte quando si congeda da Napoli? La risoluzione del contratto è impastato di misteri: e comunque, Conte lascia il Napoli. “Non ho voluto sapere niente sul progetto futuro quando telefonai a De Laurentiis: in virtù della amicizia ho percepito che il mio percorso stava per finire. La decisione è stata mia. Su Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a portare compattezza. E se questo non succede non si riesce a combattere. Ho sentito tanti veleni. Napoli ha bisogno che certe persone si allontanino. Ho fallito su questo punto, ho alzato le mani e quando le cose non le posso cambiare. Ringrazio De Laurentiis e la sua famiglia per avermi fatto conoscere l’ambiente Napoli. Esperienza stupenda”. Arrivederci e grazie, al termine di un biennio “fantastico” per Conte, con De Laurentiis che rimpiange gli infortuni (“avremmo vinto lo stesso e di nuovo”) con l’allenatore che non è d’accordo: “L’Inter è fortissima, la penso diversamente, perché l’anno scorso sono arrivati in finale di Champions”. E’ un momento di confessioni, Conte scivola su Ancelotti (“ma lui qua non ha vinto”) quando De Laurentiis – per spiegare l’ambiente – cita l’anno e mezzo di Carletto costretto a subire accuse gratuite; poi si riprende e rivela: “De Laurentiis mi ha detto: se ci ripensi, fammelo sapere, anche all’ultimo momento”.

compattezza—  

Ma la notizia è un’altra, la dà Conte. Ma di chi parla e con chi ce l’ha Antonio Conte quando si congeda da Napoli? La risoluzione del contratto è impastato di misteri: e comunque, Conte lascia il Napoli. “Non ho voluto sapere niente sul progetto futuro quando telefonai a De Laurentiis: in virtù della amicizia ho percepito che il mio percorso stava per finire. La decisione è stata mia. Su Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a portare compattezza. E se questo non succede non si riesce a combattere. Ho sentito tanti veleni. Napoli ha bisogno che certe persone si allontanino. Ho fallito sotto questo punto, ho alzato le mani e quando le cose non le posso cambiare. Ringrazio De Laurentiis e la sua famiglia per avermi fatto conoscere l’ambiente Napoli. Esperienza stupenda”. Arrivederci e grazie, al termine di un biennio “fantastico” per Conte, con De Laurentiis che rimpiange gli infortuni (“avremmo vinto lo stesso e di nuovo”) con l’allenatore che non è d’accordo: “L’Inter è fortissima, la penso diversamente, perché l’anno scorso sono arrivati in finale di Champions”. E’ un momento di confessioni, Conte scivola su Ancelotti (“ma lui qua non ha vinto”) quando De Laurentiis – per spiegare l’ambiente – cita l’anno e mezzo di Carletto costretto a subire accuse gratuite; poi si riprende e rivela: “De Laurentiis mi ha detto: se ci ripensi, fammelo sapere, anche all’ultimo momento”.

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il futuro—  

Cosa farà il Napoli, secondo De Laurentiis…”Abbiamo una trentina di giocatori capaci, saremo competitivi. Calma, aspetto che Conte domani mi confermi al sua decisione e poi ci metteremo a cercare”. E cosa farà Conte, secondo Antonio Conte: “Si è parlato di Nazionale, quando dissi che, fossi il presidente Federale, mi terrei in considerazione. Ora leggo che c’è chi suggerisce Guardiola. Lo suggerisco anche io. Ma la Federcalcio è in grado di arrivare ad un top manager?”. De Laurentiis divaga ad uso e consumo proprio, ondeggiando tra Malagò (“l’ho detto a Giovannino, ti sei preso una brutta gatta da pelare”), sulla organizzazione futura del calcio (“potremmo fare come la Premier, uscendo dalla Federazione”), regala una “carezza” a Lotito (“controllava i voti della B all’epoca; il paracadute è maledetto”). Conclusione di Conte: “Pensavo di potermela godere di più, due anni che hanno tolto energia. Ma abbiamo vinto e abbiamo fatto qualcosa di importante e di storico, come ai tempi di Maradona. Il giorno più bello è stato quello dello scudetto e quello sul Lungomare, che rimane indimenticabile, mai festeggiato in questa maniera. Il momento più brutto: Bologna, temevo potesse andare tutto in frantumi. Potevo far lo scemo, ma sarebbe affondata la nave. O affrontare il problema. Ma io al Napoli, ai tifosi faccio gli auguri. Ne siamo usciti vivi quest’anno”. De Laurentiis su futuro e su pretendenti americani: “Gli americani ci sono stati nel 2017, poi ci sono stati gli arabi che offrirono tre miliardi e mezzo per prendersi anche Filmauro. Il problema non è il danaro ma capire se un successore può gestire con il cuore una intrapresa”. Un attacco al sindaco: “Un sindaco che è juventino mi dà lo stadio dal giorno prima della partita a quello dopo. Ma io ho attributi di ferro ed ho supportato l’idea del Napoli”. E chiarito anche l’obiettivo per la panchina: “Bisogna aspettare le gare di stasera perché siamo in tanti a mischiare la carte”. Pensare ad Allegri non è peccato.