Mara Maionchi, figura simbolo della discografia nostrana, ha da poco espresso il suo schietto punto di vista sul pezzo “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, portato dal cantante partenopeo sul palco del Festival di Sanremo (e poi all’Eurovision). In che occasione? Maionchi è stata ospite di De Core Podcast, la produttrice e discografica ha esaminato la canzone con la sua abituale trasparenza, spendendo parole di elogio per il ritmo accattivante e le sonorità tradizionali ma non senza una stoccata pungente.
Le dichiarazioni di Mara Maionchi su Sal Da Vinci
“All’Eurovision c’è della roba… di mia zia, non è così moderno. Sal Da Vinci è un po’ il canto all’italiana. Anche io pensavo che avrebbe vinto Sanremo, era l’unica cosa precisa. Mi è piaciuto, e poi voglio dire non è che ci fossero i Beatles eh. Per sempre sì… due cogli**i. Ma per me, sai io non amo la canzone tradizionale. Cioè, a Napoli hanno fatto delle robe meravigliose. Sal Da Vinci ha fatto una canzone tradizionale, a Sanremo c’erano delle cose carine, non sufficienti. E ha vinto”, le parole di Maionchi.
Poi ha aggiunto: “Io non amo tanto la tradizione, se non bellissima. Io amo le cose particolari e sicuramente Sal Da Vinci non lo è, però è una persona perbene. Ha sempre fatto il suo lavoro, per cui perché no?”.
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Quindi Maionchi si è generosamente raccontata, spiegando anche quali sono le soddisfazioni lavorative più grandi che ha avuto: “La cosa che mi è rimasta più nel cuore è stata la Nannini. Erano tanti anni fa, sotto tanti aspetti era una pi**a ma aveva questa comunicazione che mi piaceva molto. E poi era una donna, così rivoluzionaria. Lei all’inizio doveva sfogarsi, un giorno esce America e succede il miracolo”.
E ancora: “Ma mi è rimasto nel cuore anche Mango, un grande cantante con un carattere un po’ schivo. Ma anche Tiziano Ferro… bello, io mi son divertita anche quando dopo tanto lavoro è arrivato l’incanto del successo. Pensi anche ai soldi per carità, però la cosa che mi aiuta di più è ‘avevo ragione’. Siamo tutti un po’ presuntuosi, ci piace avere ragione”.
“L’autotune mi dà un fastidio fisico”
“La musica di oggi? Continuo a sentirla sì, però sono anche diventata vecchia eh. Non capisco tutto, capisco una parte magari. Il rap? Toglie un grande impegno a chi vuole farlo: anche se non sai cantare, pazienza. Basta che racconti delle cose intelligenti. Se dici pure delle stronzate no, quello che mi sembra troppo. L’autotune? Mi dà un fastidio fisico. Chi canta deve cantare. Io preferisco la realtà. Perché se uno non è capace deve cantare?”, ha affermato Maionchi.
Infine ha concluso: “Lucio Battisti era un uomo intelligente. Aveva una sua storia, ha sempre rispettato la sua strada e io l’ho stimato molto. Lui è stato il primo a portare il non-bel canto”.
Il video, al minuto 45 circa parla di Sal Da Vinci
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