Kimi, sinfonia numero quattro. Un capolavoro in Canada
(Daniele Sparisci) Senza limiti, una favola da raccontare comunque finirà. Antonelli trionfa in Canada, quarto successo di fila per dare un colpo tremendo al campionato con il ritiro di Russell (+43 il vantaggio). Diciannove anni Kimi, 41 Hamilton alla sua miglior gara di sempre da quando veste di rosso: un secondo posto di orgoglio con un sorpasso su Verstappen. SuperMax a chiudere un podio strepitoso, 11 titoli e un ragazzino che potrebbe riportare l’Italia a festeggiare.
Kimi segna nuovi record, aiutato anche dalla buona sorte che nulla toglie a una prestazione da gigante. Per personalità, cattiveria, testa. «Con George abbiamo lottato al limite, è stato divertente. Che peccato che abbia avuto quel guasto. Ma mi prendo questo risultato: un’altra vittoria, sono felicissimo». Antonelli si era presentato in Canada ricordando di quando il papà gli mostrava i video del duello di Digione fra Villeneuve e Arnoux. «Ne ho sentito parlare di Gilles, aveva uno stile di guida incredibile». E nella prima parte di gara è sembrato di rivedere quelle scene del 1979, solo che stavolta era una lotta fra compagni di squadra, la coda di un duello senza respiro cominciato sin dai primi metri a Montreal.
Un botta e risposta infinito, con il bolognese in pressione continua per indurre l’altro all’errore. Staccate, affiancamenti, distacchi infinitesimali, Antonelli come un’ombra ha replicato in maniera molto più educata gli assalti della Sprint che avevano portato a uno scontro pieno di risentimento da ambo le parti. Stavolta il confronto è stato più soft, ma Wolff ha tremato lo stesso. E all’azzurro è stato ordinato di cedere la posizione a George: lui lamentandosi ha eseguito altrimenti lo avrebbero penalizzato. Le scintille in questo weekend hanno svelato la vera natura della rivalità in casa Mercedes destinata ad accendere tutto il Mondiale, come è stato dieci anni fa con Hamilton e Rosberg. Al giro 31 a far terminare la faida è un guasto, un ritiro spedisce Russell nell’abisso: la Freccia d’Argento si spegne di colpo dopo un passaggio sull’erba, lui lancia via il poggiatesta, perde l’aplomb british ed è comprensibile. Così fa malissimo: «La fortuna non è dalla mia parte, tutto sta girando storto».
Gli avversari della Mercedes? Lontani e autolesionisti: la McLaren, con Norris e Piastri in seconda fila, ha compromesso la gara con un errore di strategia: nell’incertezza del meteo ha scelto le gomme da bagnato su entrambe le macchine mentre tutti gli altri scattavano con quelle da asciutto. Lando ha ballato i primi metri ma poi il crollo è stato inesorabile. Ed è culminato in un triste abbandono per grane tecniche, mentre Piastri annaspava. La Ferrari stavolta ne ha approfittato: ha ritrovato un gran Hamilton e pure Leclerc, da ottavo a quarto, ha motivi per sorridere. Mai quanto Kimi, un sole accecante sulla F1.