Bologna, 24 maggio 2026 – Prima giornata di votazioni in netto calo rispetto all’affluenza alle elezioni comunali (anche rispetto alle vicine Marche) in cui 208.500 gli elettori dell’Emilia-Romagna sono chiamati al voto per scegliere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio del loro Comune di residenza. In modo inatteso, la percentuale degli emiliano romagnoli che si sono già recati alle urne è inferiore alla media nazionale di 3 punti.
Il fattore affluenza, rilevato da Eligendo, è primo elemento che aiuta a ‘leggere’ questa tornata elettorale: le prossime rilevazioni sono previste alle 23 di oggi e il dato definitivo alla chiusura dei seggi, alle 15 di lunedì 25 maggio. Nella tornata del 2022, l’affluenza definitiva in regione fu del 52,53%.
Questo fine settimana sono in tutto 16 le amministrazioni che verranno scelti in questa tornata elettorale: 5 i Comuni con più di 15mila abitanti che rischiano di tornare alle urne per il ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno.
Alle 23 il dato regionale dell’affluenza si ferma al 41,28%, oltre il 10% in meno rispetto alle precedenti consultazioni, ma soprattutto di ben cinque punti al di sotto della media nazionale, dato assolutamente anomalo per la Regione che di solito è in testa alla partecipazione. A Imola alle 23 ha votato il 41,7% (-10,9%) a Faenza il 44,2% (-10,2%) a Comacchio il 31,2% (-7,5%). Ancora più netto il calo dei votanti a Cervia, dove ci sono le elezioni anticipate perché il sindaco si è dimesso per un’inchiesta per maltrattamenti in famiglia: alle 23 è andato alle urne il 36,4% dell’elettorato, ben 18 punti in meno rispetto alle precedenti. A Vignola ha votato il 45,30%.
Alle 19 è ancora più evidente il crollo della partecipazione a Imola: qui infatti ha votato il 31,9% (contro il 43,05% della precedente tornata elettorale alla stessa ora), il che significa un crollo di 11 punti percentuali.
In provincia di Ravenna: a Cervia ha votato il 27,63% (contro il 36,74%) e a Faenza il 33,01 (contro il 43,76%): un calo del 10%.
In provincia di Ferrara: a Comacchio ha votato il 23,79% (nelle precedenti elezioni votò il 29,68%, segnando quindi un calo di 6 punti percentuali) e a Bondeno il 32,80% (contro il 42,13%).
In provincia di Modena, a Vignola ha votato il 33,74% (contro il 43,81 delle passate elezioni) e a Montese il 39,3%.
A livello regionale, dunque, la percentuale di voto si è fermata al 31,25%, rispetto al 40,46% raggiunto alla stessa ora delle precedenti elezioni comunali. La media nazionale è del 34,50%.
Alle 12 l’affluenza nei comuni principali chiamati al voto è la seguente: Imola (Bologna) al 14,80%, Faenza (Ravenna) al 15,12%, Vignola (Modena) al 15,09%, Cervia (Ravenna) al 13,98%, Comacchio (Ferrara) all’11,59%.
Flessione del 4,5% a Imola e Faenza, ancora più marcato l’astensionismo a Cervia: il calo è di 7 punti percentuali.
A livello regionale, il dato delle 12 si attesta al 14,65%, in calo di quattro punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni, che nella maggioranza dei casi si svolsero nel 2020 in pieno periodo del Covid e in contemporanea con il referendum per la riduzione dei parlamentari.
L’affluenza di mezzogiorno registrata complessivamente in Italia è del 14,74%.
I centri maggiori sono quelli di Imola (56mila elettori), Faenza (47mila), Cervia (24mila, dove ci sono elezioni anticipate per le dimissioni del sindaco) e poi Comacchio e Vignola con poco meno di 20mila votanti. In tutti questi centri, se un candidato non otterrà la maggioranza assoluta dei voti (ossia il 50% + 1), si tornerà alle urne per il ballottaggio: i 2 candidati più votati si sfideranno in un faccia a faccia il 7-8 giugno. Al secondo turno viene eletto il candidato che raccoglie il maggior numero di voti.
A questi si aggiungono 11 Comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti: Bondeno (Fe) con 13.872 elettori, Verghereto (Fc) con 1.763 elettori, Montese (Mo) 3.222 aventi diritto, Palanzano con 1.051 e Pellegrino Parmense (Pr) con 962 elettori, Ferriere con 1.116 e Pontenure con 6.511 elettori (Pc), Canossa con 3.708 aventi diritto e Luzzara con 8.402 elettori (Re), Mondaino con 1.319 e Morciano di Romagna 7.139 elettori (Rn).
Agli elettori viene consegnata una sola scheda, di colore azzurro, nella quale si trovano i nomi dei candidati alla carica di sindaco (il cui ordine è stato estratto a sorte) e, sotto ciascuno di essi, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano. Tre sono le possibilità di voto:
- Si può tracciare un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato.
- Si può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.
- Si può tracciare un segno sul simbolo di una lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto ‘voto disgiunto’.
Ogni elettore esprimere, nelle apposite righe affiancate al simbolo della lista, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Sono 16 i nuovi sindaci che usciranno da questa tornata elettorale: ma in alcuni Comuni potrebbe essere necessario anche il ballottaggio
Il voto si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista o sul nominativo del candidato sindaco. Non è possibile il voto disgiunto: i voti conseguiti dal candidato alla carica di sindaco sono attribuiti alla lista ad esso collegata.
Per i comuni inferiori ai 5.000 abitanti si può esprimere la preferenza per un candidato al consiglio comunale, scrivendo il cognome nella apposita riga affiancata al simbolo della lista.
Per i comuni compresi tra 5.000 e 15.000, si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. Nel caso siano due, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.
Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti, non è previsto il ballottaggio tranne in un unico caso: se c’è perfetta parità di voti tra due candidati.