Non vede da decenni, ma continua a lavorare con i colori ogni giorno. Li ricorda, li immagina, li trasforma in emozioni digitali. E così, Pier Giorgio Mela, 80 anni, artista non vedente, oggi crea opere astratte partendo da canzoni, poesie e testi letterari, traducendo parole e melodie in composizioni cromatiche che nascono interamente nella mente.

“Mi chiamo Pier Giorgio, ho 80 anni e sono non vedente. Non lo sono sempre stato” racconta. Da ragazzo era ipovedente, poi la vista è peggiorata lentamente fino a scomparire del tutto in età adulta. Eppure i colori non hanno mai lasciato il suo mondo interiore.

Già da bambino mi divertivo ad abbinare a cose e persone delle tinte specifiche, facendomi ispirare dalla grafia e dalla composizione dei nomi. Creavo situazioni molto variopinte nel mio immaginario” spiega. Un gioco mentale, questo, diventato negli anni il centro della sua ricerca artistica.

Fino ai vent’anni ha frequentato scuole tradizionali, aiutandosi nello studio con lenti di ingrandimento. Poi il peggioramento della vista… Non è stato facile, anche perché negli anni Sessanta la disabilità era vissuta con un peso sociale molto diverso da oggi. A salvarlo è stata la musica, suonava il basso in una band di amici, facendo serate e spettacoli. Una passione autentica che però non bastava per costruirsi un futuro economico stabile e così, nei primi anni Settanta, ha scelto un’altra strada, studiando fisioterapia e diventando fisioterapista.

La svolta artistica è arrivata dopo la pensione. Prima per curiosità, poi con crescente convinzione. Pier Giorgio Mela ha iniziato a sperimentare l’arte digitale trasformando testi, emozioni e suggestioni sonore in immagini astratte dominate dai colori.

“Un giorno ho cominciato ad associare a testi di canzoni, incipit di libri e poesie diverse sfumature cromatiche. Ho pensato che sarebbe stato interessante tradurre queste fantasie in immagini reali e accessibili a tutti” racconta. La tecnologia è diventata il ponte tra immaginazione e realtà. Attraverso elaborazioni digitali riesce, infatti, a creare mescolanze cromatiche che rappresentano la sua personale “traduzione” visiva di parole e musica. “Secondo le persone che mi stanno accanto il risultato è quello di composizioni piacevoli e sempre diverse. Sono opere in continuo movimento, perché la creatività è movimento”.

Le sue creazioni hanno ottenuto negli anni riconoscimenti in Italia e all’estero, partecipazioni a mostre, pubblicazioni su cataloghi e riviste specializzate, oltre a numerosi premi. Un percorso artistico nato quasi in silenzio e cresciuto fino a trovare spazio nel panorama contemporaneo.

“Oggi sono soddisfatto della mia vita. Se continuasse ad andare tutto come ora andrebbe benissimo. Se mi guardo indietro rifarei tutto quello che ho fatto” afferma con serenità.

Pier Giorgio vive a Genova, ma il prossimo appuntamento con la sua arte sarà a Torino, alla Galleria Accorsi Arte di via Fratelli Calandra 9, dove dal 29 maggio al 12 giugno sarà allestita la mostra personale “Oltre lo sguardo – dentro al cuore”, curata dalla dottoressa Daniela Accorsi. Il vernissage è previsto per il 29 maggio alle 18.30.

“Pier Giorgio è un artista straordinario, la dimostrazione vivente di come si possa andare oltre i propri limiti. Invito tutti a venire ad ammirare le sue opere” spiega la Accorsi. E in effetti il punto è proprio questo: quando gli occhi smettono di vedere, a volte è la mente a cominciare davvero a immaginare.