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Redazione Cronache

È accaduto dopo le tre di notte tra le vie Isidoro La Lumia e Quintino Sella. Il proiettile è rimasto sotto la pelle, ma non è in pericolo di vita. Sentiti diversi testimoni

Una ragazza di 22enne è stata ferita di striscio alla testa da un colpo di arma da fuoco sparato durante una violenta rissa a Palermo. È avvenuto dopo le 3 della notte tra domenica e lunedì in una delle zone della movida di Palermo, tra le vie Isidoro La Lumia e Quintino Sella. La giovane è stata portata all’ospedale Villa Sofia dove è sotto osservazione, ma non è ritenuta in pericolo di vita.

La ragazza è stata raggiunta da un proiettile nella regione «temporo parietale destra» e il proiettile le è rimasto sotto la cute e le ha provocato una frattura della teca cranica. Dovrà subire un intervento chirurgico.



















































Sarebbero stati esplosi diversi colpi, almeno 5 o 6. La ragazza probabilmente si trovava a bordo di un’auto. La zona della rissa è stata transennata: i carabinieri della compagnia Piazza Verdi e del nucleo Investigativo del comando provinciale stanno eseguendo i rilievi. Già ascoltando diversi testimoni per ricostruire l’esatta dinamica.
Gli investigatori hanno acquisito anche i filmati di alcune telecamere della zona, che potrebbero avere ripreso la sparatoria.

Nel dicembre del 2023, nella stessa zona, una rissa degenerò e Marco Cucina, poi condannato in primo grado a sette anni e 4 mesi, sparò in aria una raffica di colpi. Da allora la decisione di istituire in quell’area una zona rossa.

«Qualcuno ha deciso che qui in questa zona di Palermo, ormai zona rossa, le regole non vanno rispettate» commenta Antonella Ferraro, presidente del comitato La Lumia che da anni si batte per regolamentare la movida nella zona della rissa. «La scorsa notte – prosegue – siamo stati svegliati da esplosioni. Pensavamo a giochi d’artificio, poi si è compreso che fossero spari. Erano vere pistolettate. Noi del Comitato di via La Lumia e dintorni, che da tanti anni combattiamo, contrastiamo, denunciamo, ci siamo affidati a un avvocato. Abbiamo fatto di tutto per chiedere il rispetto delle regole, il risultato è questo: tutto il lavoro, l’energia, la voglia, il desiderio che le regole vengano perseguite, ma in realtà non c’è, perché non c’è qualcuno che ha deciso che le regole non devono essere osservate. Come quanto successo la notte scorsa e non si spiega come in una zona rossa sia capitato tutto questo».

25 maggio 2026 ( modifica il 25 maggio 2026 | 11:38)