Pesaro, 25 maggio 2026 – Una vita da film, quella di Valter Scavolini, l’uomo delle cucine ‘più amate dagli italiani’. Mercoledì, al cinema Adriano di Roma, uno dei luoghi sacri della cultura capitolina, sarà proiettato in prima assoluta il docufilm sulla vita di questo imprenditore marchigiano che ha segnato la vita industriale italiana, lo sport attraverso sponsorizzazioni e anche la vita culturale della sua città, Pesaro, con interventi e restauri.
Sala piena e persone che arriveranno un po’ da tutta Italia per il film, che però il protagonista, il Brad Pitt della situazione, e cioè Valter Scavolini, non vuole commentare. “Non voglio dire nulla, anche perché non spetta a me giudicare. Diranno poi la gente e i critici alla fine della proiezione”, commenta l’imprenditore.
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Il regista è Mattia Zanca, il nipote dell’imprenditore
Tra le particolarità del film, c’è il fatto che il regista si chiama Mattia Zanca ed è il nipote dell’imprenditore, il figlio di Fabiana, attuale amministratore delegato dell’azienda di cucine. Ma non si è davanti ad una operazione fatta in casa, perché c’è una casa di produzione dietro, quella fondata da Giovanni Altieri e da Costantino Margiotta, che dicono: “È un progetto che mette insieme memoria, cultura industriale e linguaggio cinematografico”.

Lorella Cuccarini, ballerina, cantante, conduttrice e icona televisiva. Ha compiuto 60 anni il 10 agosto
In prima fila dalla Cuccarini a Renzo Rosso di Diesel
In prima fila ci saranno, all’Adriano, alcuni dei testimonial che hanno fatto grande l’immagine dell’azienda, che ha raggiunto picchi di notorietà poco sotto brand come la Coca-Cola: si parte da Lorella Cuccarini, che prese il posto di Raffaella Carrà, poi lo chef Carlo Cracco e l’industriale Renzo Rosso di Diesel, che collabora ormai da decenni con l’azienda pesarese, oltre a esponenti del parlamento, della Regione e della città. Ci sarà anche un contributo di Francesco Facchinetti, mentre saranno assenti Sergio Scariolo, impegnato nella finali di Eurolega di basket e Laura Pausini, ultima testimonial, impegnata in tour. Per un problema in famiglia non si sa se sarà presente il protagonista, Valter Scavolini, “ma io sono molto fiducioso che sarà a Roma con tutti noi”, dice il nipote Mattia Zanca.

Renzo Rosso, 70 anni, fondatore e azionista di Diesel, è presidente della holding OTB Group
“Tutte le mattine in azienda poi la passeggiata in giardino”
Lui commenta: “Devo dire che è bello guardare il passato e quello che si è fatto, ricordare anche da dove si è partiti, ma bisogna guardare soprattutto al presente e al futuro. Non si può vivere di passato”. Valter Scavolini ha festeggiato 84 anni e tutto vuole fare nella vita tranne che infilare le pantofole. “Sempre nell’orto io? Parzialmente non vero – dice –, perché tutte le mattine sono in azienda, dopodiché nel pomeriggio mi faccio la mia salutare passeggiata qui in giardino, dove so che quattro giri equivalgono a un’ora e otto a circa due ore di camminata”. Ha ‘marcato’ tutti gli sport. “Sono partito sponsorizzando il calcio di prima categoria, poi la pallavolo femminile e quindi la pallacanestro, ma una delle mie passioni sportive è stata la bici. È una cosa che oggi non posso più fare, perché alla mia età non posso permettermi di cadere, farsi male è un attimo”, aggiunge Scavolini.
Il nipote regista: “Volevo raccontare la sua dimensione più umana”
Mattia Zanca, il nipote, arriva dietro la cinepresa dopo avere fatto dei master di cinematografia anche a New York, oltre che in Italia, e aggiunge: “Per il momento non sono emozionato, anche se manca poco alla prima, poi magari cambierà tutto all’inizio della proiezione. Questo film nasce da un desiderio personale ancora prima che cinematografico. Per anni mio nonno aveva scelto di non raccontarsi mai davvero davanti a una macchina da presa. Credo che abbia accettato questo progetto perché non volevo costruire il ritratto celebrativo di un imprenditore, ma entrare con rispetto nella dimensione più umana della sua storia”. Tra gli attori del docufilm c’è anche un undicenne pesarese, Francesco Badei, che ha rappresentato Scavolini da ragazzo, ma la cui presenza ha anche una valenza come passaggio generazionale, “perché pur non avendo studiato recitazione, ha stupefatto tutta la troupe e la produzione per la sua naturalezza espressiva”.