Luca Carboni, il cantautore culto della Bologna degli ultimi 40 anni e colonna sonora delle scorribande con gli amici e delle prime contorsioni amorose, racconta la sua vita in un’autobiografia che corre veloce come un concerto. “Luca non parlava mai” è edito da Sem e ci fa scoprire una versione inedita dell’autore di “Silvia lo sai” e di tanti altri successi.
Nel libro Carboni racconta di quando a 63 anni ha scoperto di avere un tumore: era il 18 marzo del 2022, e c’era molto sole. Si è curato all’ospedale Sant’Orsola, a pochi passi dal baracchino di cocomeri della signora Agnese, protagonista di una celebre canzone di Lucio Dalla. È a lei che pensa quando sale le scale per raggiungere il Padiglione 2 e sottoporsi alle lunghe, estenuanti ore di chemioterapia. Ma pensa anche ad altri mondi, altre possibilità: «Ho sognato di diventare portiere del Bologna. Centravanti del Bologna. Frate. Benzinaio. Tennista. Pivot della Fortitudo basket. Playmaker della Fortitudo basket. Ranger di un parco nazionale. Musicista e compositore in una band. Scrittore di romanzi. Regista. Pittore, Allenatore di una squadra di calcio. Ho sognato di aprire un laboratorio di modellismo. Vivere in una casa di legno costruita da me. Disegnare un romanzo».
Elenchi, diari, possibilità
Ricoverato per la prima volta a 6 anni per un’epidemia di epatite B che sembrava lasciare poco scampo, Carboni ha sconfitto malattie e statistiche già da bambino. E quando dimentica qualcosa del suo passato, c’è un diario puntuale a ricordarglielo, quello del padre Giovanni, che era solito appuntare telegraficamente gli eventi rilevanti della loro piccola quotidianità, mescolati insieme ai grandi fatti del mondo.
«Ancora dall’agenda di mio padre: Domenica 19 maggio Elezioni politiche. 29 maggio, Luca varicella. 6 giugno, morte Bob Kennedy. Domenica 30 giugno 1968, partiti per AS presso Carboni Nino sarto. 12 ottobre Luca 6 anni».
Forte il rapporto d’amicizia con Cesare Cremonini, con il quale ha ripreso a cantare dopo un periodo di stop, e con Lorenzo Jovanotti, che Carboni ha recentemente abbracciato al Salone del Libro di Torino 2026.
Ma i ricordi, per un artista, corrispondono principalmente alle sue opere. Così nel libro seguiamo la nascita di tutti i suoi capolavori, da “Fragole buone buone” a “Silvia lo sai” fino a “L’amore che cos’è“, scritta all’isola d’Elba a casa dell’ex manager Luca Lazzaris. «Tra l’altro, all’andata avevo anche fatto un incidente in autostrada, distruggendo un’auto della polizia all’altezza di Livorno.
Colpa di un guasto al servofreno del mio Volvo 240, ma per fortuna nessuno si era fatto male».
Ultimo aggiornamento: lunedì 25 maggio 2026, 05:00
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