In questo momento è Ibra a occuparsi dei temi più caldi, in stretto contatto con Cardinale. Con un equivoco di base: può essere scelto il nuovo tecnico senza un nuovo ds?


Marco Pasotto

Giornalista

25 maggio – 13:28 – MILANO

C’è un discorso contrattuale – con la Champions sarebbe scattato automaticamente il rinnovo fino al 2028 – e soprattutto uno “filosofico”: nel momento in cui un allenatore fallisce l’unico, vero obiettivo stagionale, e lo fallisce – anche – per colpe proprie evidenti, diventa chiaro a tutti che non può più restare al timone. L’avventura-bis di Allegri a Milanello era ovviamente iniziata sotto i migliori auspici, con un cronoprogramma semplice: tornare in Champions al primo anno e poi puntare con decisione allo scudetto dal successivo in poi. Nelle idee di tutti, quello con Max avrebbe dovuto essere un progetto a medio-lungo termine, dopo i buchi nell’acqua con Fonseca e Conceiçao. Il Milan invece si ritrova al punto di partenza, in un angosciante gioco dell’oca che pare non voler finire mai. E dunque, adesso, cosa succede in panchina?

panorami—  

Di Allegri in uscita in realtà si parlava già quando la Champions pareva alla portata senza troppi patemi. Ora che il re è nudo, non c’è tempo da perdere: serve individuare la nuova guida in tempi rapidi, perché occorre imbastire il mercato anche in base alle modalità di calcio del prossimo tecnico. La tipologia di cessioni e acquisti dipenderà anche da questo perché un conto è il 3-5-2 e un altro – per puro esempio – il 4-2-3-1. Chi sono dunque i papabili? Nelle scorse settimane erano circolati, con una convinzione relativa, i nomi di Italiano (ormai sta diventando un classico) e Palladino, ma in queste ultime ore convulse ne sono emersi altri, provenienti da panorami esteri. Un contesto in cui c’è un grande equivoco di base (uno dei tanti sui quali Cardinale è chiamato a fare chiarezza rapidamente): in questo momento, uno dei pochi che nel management che non rischia la defenestrazione è Ibrahimovic. Con Furlani e Tare sulla porta d’uscita, queste primissime fasi post terremoto le sta portando avanti Zlatan, in stretto contatto con Cardinale.

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domanda—  

E quindi non stupisce che una delle piste per la panchina porti a Xavi, che con Ibra ha giocato al Barcellona. Altre idee? Lo spagnolo Iraola, che ha chiuso il suo ciclo al Bournemouth dopo averlo portato in Europa League. E il portoghese Marco Silva, attualmente in fase di riflessione sulla permanenza o meno al Fulham. Molto dipenderà quindi dai margini di manovra messi da Cardinale nelle mani di Ibrahimovic. Cosa che non è ancora ben chiara. La vera domanda, ora come ora, è: potrà decidere lui, in attesa di capire chi sarà il prossimo direttore sportivo, ovvero la figura dalla quale in teoria dovrebbe dipendere questa scelta? Ad ogni modo, il nome che placherebbe la piazza e porterebbe con sé determinate garanzie resta quello di Conte, specialista nel risistemare situazioni in disgrazia. Antonio però porterebbe con sé costi di gestione alti e, soprattutto, in questo momento è in piena corsa per la panchina della Nazionale.