di
Flavio Vanetti
La corsa di Montreal è stata a lungo un duello tra Kimi e il suo compagno di squadra Russell, in cui l’azzurro, oltre che bravo, è stato anche fortunato
Toto Wolff non voleva che il duello tra Kimi Antonelli e George Russell si trasformasse in una specie di Star Wars, dopo le scintille nella gara sprint del sabato. Ma Star Wars per un po’ è stata, con sorpassi, controsorpassi, ripassi, staccate al limite. E questo fino a quando l’astronave di George s’è rotta: diciamo che Kimi, oltre a essere bravo, ha anche fortuna. Queste le pagelle del quinto Gp di F1 della stagione.
Kimi Antonelli: 12
Sì, voto 12. Come il numero che porta sulla macchina e che era quello già vittorioso a Montreal con Gilles Villeneuve e Ayrton Senna. Quarto successo di fila, nessun rookie dopo il primo centro ha fatto come lui e i quattro centri consecutivi affiancano il ragazzo bolognese, oltre che al già citato Ayrton, a Schumacher, Hamilton e Verstappen. Merce pregiata, insomma. Sempre Wolff dopo le sportellate del sabato con Russell auspicava, nelle more di una sfida corretta, un Kimi non agnellino remissivo. Se lo tolga dalla testa: è un lupo.
Alberto Tomba: 10
Nel segno della bolognesità al potere, ha salutato il trionfo di Kimi con le sue filastrocche scaramantiche: «Non c’è il due senza il tre, la quarta viene da sé, la quinta è già vinta, alla sesta si fa festa, con la settima ci si pettina». Antonelli ringrazia, ma tocca ugualmente ferro.
Lewis Hamilton: 9
In una corsa completa, dunque non in una sprint (che una volta in Cina l’ha visto vincitore), il secondo posto sul tracciato dell’Isola di Notre Dame è il miglior piazzamento da quando guida una Ferrari. Che sia l’inizio di una svolta? Il feeling con la Rossa comincia a concretizzarsi?
George Russell: 9
Primo nella sprint, poleman del sabato, in alternanza con Antonelli per il primato nel Gp. Quella di Montreal è una pista che calza come un guanto rispetto alle sue caratteristiche e nel week end s’è rivisto, salvo qualche sbavatura, il Russell che vuole/vorrebbe essere la prima guida della Mercedes. Poi non è colpa sua se lo arruolano in Sfiga Continua.
Ferrari: 7
In gara la SF-26 va decisamente meglio che in qualifica e il Gp ha mascherato un certo deficit rispetto alla Mercedes «evoluta» che va comunque affrontato e sistemato. Verstappen, poi, nel testa a testa con Hamilton aveva una migliore trazione in uscita dalle curve.
Charles Leclerc: 6,5
Al sabato aveva battezzato il fine settimana come disastroso, a causa della mancanza di tutto: dalla velocità alla competitività. La domenica, invece, gli ha regalato una risalita dall’ottavo al quarto posto e gli ha spiegato che il diavolo non sempre è brutto come lo si dipinge. Però ha chiuso a quasi 30 secondi da Hamilton: una paga cospicua.
Max Verstappen: 8
Il cagnaccio è sempre presente e tende a liberarsi dal guinzaglio per far andare le fauci. Stavolta ha dovuto cedere a Hamilton (non senza resistergli) ma ha azzannato il primo podio stagionale. Continua a dire che se non cambieranno le regole per i motori 2027 lascerà la F1. Forse bluffa, forse no: nel dubbio, meglio non snobbarlo come il Grillo Parlante di Pinocchio.
McLaren: 4
Per carità, può starci il «gambling» di scommettere sull’avvento della pioggia, con conseguente ricorso alle gomme intermedie in partenza (scelta peraltro non fatta da nessuno dei top team). Ma l’acqua non è arrivata, per cui ci sarebbe da inseguire il meteorologo del team con il randello.
Lando Norris: 6,5
La scelta iniziale delle gomme lo manda fuori rotta. Prova a rimediare, ma il guaio è insuperabile. E dopo essere finito tra i doppiati viene a sua volta reclutato da quelli di Sfiga Continua, che ammutoliscono la sua MCL40.
Oscar Piastri: 3
Come se non bastasse la tara della strategia sbagliata del team, eccolo, in una corsa comunque compromessa, silurare il povero Albon e rimediare un’inevitabile penalizzazione. Rischia di essere arruolato nell’Australian Navy come sommergibilista.
Franco Colapinto: 8
Il giovane gaucho è sesto, con la miglior gara da quando è in F1. L’Argentina sogna grazie a lui, ma conoscendo la passionalità a volte eccessiva di questo popolo non vorremmo che questo diventasse il vero rivale del soldato di Briatore.
Isack Hadjar: 5
Ovvero: come rovinare tante buone indicazioni – dalla buona qualifica a una gara nella quale sta comunque a galla bene, forse per la prima volta da quando è a fianco di Verstappen – con una manovra sconsiderata su Leclerc che l’ha portato direttamente al bastone degli steward (attaccato da Charles, l’ha chiuso con una mossa pericolosa, a rischio di uno schianto del ferrarista sul muro).
Fernando Alonso: 7
Assicura che la «ciofeca» Aston Martin, prima di un’annunciata rivoluzione nella pausa estiva (chissà se mai sarà vero…) ha qualcosa di ancora migliorabile con gli aggiornamenti già portati. Per un po’, essendo la sua «verdona» in zona punti, pare aver ragione. Ma al giro 23 cala su di lui la mannaia del ritiro.
I resilienti: 6,5
Mettiamo nella lista Liam Lawson, unico rimasto della Racing Bulls dopo i guai insuperabili alla frizione di Arvid Lindblad ancora prima di partire, e capace di difendere il settimo posto da Pierre Gasly, il Carlos Sainz di nuovo a punti con la Williams e Oliver Bearman, nella top ten con una Haas che sembra difficile da guidare.
Audi: 4
Proprio non c’è verso che svolti: l’appiattimento sta avendo la meglio sull’esperienza di Hulkenberg e sul talento di Bortoleto. Usque tandem, Audi…
Valtteri Bottas: 2
Conciato come una vecchia zia – dà anche l’idea di essere bello pingue – ormai fa la comparsa: i Gp, ormai, non li vive ma li osserva.
25 maggio 2026 ( modifica il 25 maggio 2026 | 12:31)
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