
di Alessio Ribaudo
Nel paper del 2025 firmato anche dalla docente genovese si cita una campagna alle Maldive con campionamenti a 82 metri. Greco: «Era una scienziata riconosciuta». Gli studenti chiedono che torni online la sua scheda sul sito dell’Università di Genova
Prima della tragedia delle Maldive, c’era la scienza. Prima delle autopsie, dei telefoni sequestrati e delle ricostruzioni ancora da completare, c’erano le spedizioni, i campioni, gli atolli, i sedimenti, i coralli, i paper. Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, compare anche lì: nelle pubblicazioni scientifiche sulle Maldive, sui Blue Hole, sugli ecosistemi corallini e sulla contaminazione marina.
La ricerca
Uno degli ultimi studi, letti dal Corriere, è stato pubblicato nel marzo 2025 su Environments, rivista scientifica internazionale indicizzata nel settore delle scienze ambientali. Il titolo è First Attempt to Study Sedimentological Characteristics and Contamination Levels of Bottom Sediments in the Faanu Mudugau Blue Hole. Traduzione: «Primo tentativo di studiare le caratteristiche sedimentologiche e i livelli di contaminazione dei sedimenti di fondo nel Blue Hole di Faanu Mudugau». Tra gli autori ci sono altri italiani come Laura Cutroneo, Sarah Vercelli, Monica Montefalcone e Marco Capello, del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (Distav) dell’ateneo genovese. Il passaggio che oggi torna di attualità è nel paragrafo «Sampling», cioè «Campionamento». Gli autori scrivono che il 12 maggio 2022, durante la XXV spedizione scientifica indicata nello studio come organizzata dall’Università di Genova, dall’International School for Scientific Diving e da Albatros Top Boat, «Scuba divers collected a shallow sediment core at 82 m of depth on the bottom of the Blue Hole of Faanu Mudugau». Traduzione: «Subacquei con autorespiratore raccolsero una carota superficiale di sedimento a 82 metri di profondità sul fondo del Blue Hole di Faanu Mudugau».
APPROFONDISCI CON IL PODCAST
Il docente
Per il professore Silvio Greco, noto biologo marino, già sentito dal Corriere, il documento si inserisce nel quadro da lui indicato nei giorni scorsi. «Questo studio dimostra nero su bianco quello che avevo già dichiarato, e cioè che la comunità scientifica internazionale conosceva le ricerche della professoressa Montefalcone alle Maldive, con attività scientifiche e campionamenti documentati anche a profondità superiori agli 80 metri», afferma. Montefalcone, ricorda Greco, studiava da anni lo sbiancamento dei coralli e gli ambienti sommersi degli atolli maldiviani, dove la crisi climatica lascia segni misurabili: «Era una scienziata riconosciuta anche per questi studi». Lo studio, va precisato, non chiarisce chi abbia materialmente raccolto quei campioni: la professoressa, altri subacquei o personale coinvolto nella spedizione. Né consente, da solo, di stabilire quali autorizzazioni fossero state chieste e concesse per quella specifica attività. Il Corriere della Sera ha chiesto approfondimenti a tutti i coautori dello studio, senza ricevere a oggi risposte.

Gli studenti
A Genova, intanto, tra alcuni studenti cresce il disagio. Da giorni la scheda personale di Monica Montefalcone sul sito dell’Università non risulta più raggiungibile dall’indirizzo originario e restituisce «Errore 404». Problemi anche per la pagina dell’assegnista di ricerca Muriel Oddenino: al suo posto compare la scritta «Persona non trovata. La persona che stai cercando non collabora più con l’Università». Eppure, secondo quanto è stato possibile ricostruire dalla scheda precedentemente online, Oddenino risultava assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, settore BIOS-05/A Ecologia, con una ricerca 2025 sulla «Dinamica temporale delle praterie di Posidonia oceanica nell’Area di Tutela Marina di Capo Mortola», firmata insieme a M. Montefalcone, L. Minuto, F. Pelizza e C. Robello. Nella pagina era indicato anche il collegamento alla lista completa delle pubblicazioni IRIS.
Carlo Sommacal, marito della professoressa, si è detto amareggiato: «È sparita la sua pagina dal sito dell’università, ma le pubblicazioni scientifiche sono pubbliche. Mi fa male sentire illazioni su mia moglie da dieci giorni: aveva tutti i brevetti, era una scienziata riconosciuta ed era anche la migliore mamma e moglie del mondo. Passerò il resto della mia vita a ricostruire tutte le sue pubblicazioni, tutte le tesi che in cui è stata relatrice o correlatrice».
L’appello
Per gli studenti quella pagina non era un semplice recapito amministrativo. Era la traccia pubblica della loro professoressa. «Scriverò oggi stesso al rettore una mail per chiedere di rimettere sul sito dell’università la pagina della professoressa Monica Montefalcone – dice Vladimir Pecchia, rappresentante degli studenti di Scienze biologiche, del Distav e vicepresidente della commissione paritetica di Scienze matematiche, fisiche e naturali -. Trovo inaccettabile che non ci sia più dopo tutto quello che ha fatto per l’ateneo».

Il ricordo
Gli studenti stanno organizzando anche altre iniziative in memoria della professoressa. «Abbiamo un libricino dove gli studenti possono scrivere dediche o fare un disegno e, dopo il funerale, vorremmo organizzare qualcosa in mare in suo onore come un’immersione sino al Cristo degli Abissi che si trova a -17 metri di profondità nella Baia del Silenzio di Camogli, reciteremo una preghiera, per ricordare la docente capace di insegnare cos’è davvero l’amore per il mare», spiega Pecchia. Poi aggiunge: «Sono stato un suo studente e mi ha trasmesso l’amore per l’Ecologia: non pretendeva che imparassimo a memoria il libro ma solo se avessimo capito. Era coinvolgente e ci trasmetteva l’importanza della ricerca sul campo. Ho incontrato altri colleghi e siamo pervasi dalla tristezza per la sua scomparsa». È forse questo il punto più umano. Prima che il suo nome entrasse nella cronaca della tragedia, Monica Montefalcone era già dentro le carte della ricerca e nella memoria dei suoi studenti. E una pagina internet, per molti di loro, dovrebbe tornare al suo posto.
L’ateneo
In una nota l’Ateneo spiega: «È errato affermare che l’Università degli Studi Genova abbia provveduto alla cancellazione di informazioni relative al curriculum o al profilo della professoressa Montefalcone e della dottoressa Oddenino». Secondo UniGe, «la mancata visualizzazione del profilo della docente e di quello dell’assegnista di ricerca sul portale istituzionale», in particolare nella rubrica di Ateneo, «è conseguenza di una procedura del sistema informatico» che, dopo «l’inserimento dell’informazione relativa al decesso», determina «la non pubblicazione del profilo personale». L’Università parla di «una procedura amministrativa ordinariamente applicata» e aggiunge che «non è stata pertanto compiuta alcuna attività finalizzata a modificare, ridurre o cancellare contenuti relativi al percorso professionale, accademico o scientifico dei due profili». L’Ateneo precisa infine che, «nell’ambito degli archivi informatici, delle banche dati della ricerca e degli altri sistemi informativi dedicati alla produzione scientifica», le informazioni e i contributi scientifici della docente «restano consultabili e disponibili secondo i criteri e le modalità previsti dalla normativa vigente».
25 maggio 2026 ( modifica il 25 maggio 2026 | 14:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATA