di
Anna Zinola

Secondo le stime, saranno venduti tra 500 mila e 1 milione di pezzi del nuovo orologio (da tasca). Il prezzo in negozio e sulle piattaforme di reselling

Tutti inseguono l’orologio che non c’è: la magia del Royal Pop ideato da Swatch con il super brand Audemars Piguet. E’ la strategia della «scarsità programmata». In pratica, si limitano le quantità disponibili così da creare interesse e spingere le persone all’acquisto. Nel mondo della moda e del lusso non è nulla di nuovo, come dimostra il caso della «Birkin» di Hermès. Chi vuole comperarne una deve iscriversi a una (lunga) lista di attesa. 
L’esempio più recente (e chiacchierato) riguarda appunto Royal Pop, l’orologio da tasca realizzato da Swatch in collaborazione con l’azienda di orologeria di lusso Audemars Piguet. Per accaparrarsi un esemplare, molte persone sono state in coda per ore davanti ai negozi e in alcune città si sono verificate risse che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

I motivi del successo: tre cose da ricordare

Da cosa deriva l’effetto Royal Pop? Scarsità programmata a parte, funziona per almeno tre motivi
In primo luogo, si tratta di un’unione inedita, che mette insieme due nomi (e due mondi) molto lontani: il lusso di Audermars Piguet e l’accessibilità di Swatch. In tal senso ricorda un po’ la collab, avvenuta alcuni anni fa, tra Louis Vuitton, emblema dell’alto di gamma, e il brand di streetwear Supreme
In seconda battuta, c’è un tema di prodotto: puntare su un orologio da tasca, invece che da polso, introduce un valore aggiunto in termini di versatilità
Royal Pop si presta, infatti, a essere indossato come accessorio: può diventare una collana, un bracciale ma può anche essere agganciato alla borsa o ai passanti dei pantaloni. Infine, vi è il prezzo, che va da 385 a 400 euro: una cifra elevata ma non proibitiva per un oggetto percepito come esclusivo.



















































Royal Pop, tutti pazzi per lo Swatch con Audemars Piguet. Il segreto (banale) del successo e i prezzi che volano

Un’operazione win win

L’iniziativa appare vincente per entrambe le aziende. In particolare, per Swatch è un mezzo per attirare l’attenzione e differenziarsi in un mercato sempre più competitivo. Negli ultimi anni ha, infatti, sofferto non solo per la concorrenza diretta di altri marchi di orologi ma anche per la diffusione massiccia degli smartwatch
Per Audemars Piguet, invece, rappresenta un’opportunità per coinvolgere un pubblico più ampio e, soprattutto, avvicinare le giovani generazioni: un target che oggi non ha accesso ai suoi prodotti, ma che potrebbe diventare cliente in futuro. Da questo punto di vita, la strategia richiama quella adottata da alcuni marchi fashion – come Balmain e Karl Lagerfeld – che hanno firmato capsule collection in collaborazione con la catena di fast fashion H&M.

Le vendite: da 500mila a 1 milione di pezzi

Resta da capire quanto vale, in concreto, l’operazione Royal Pop. Secondo le stime della società di consulenza Bernstein, riportate da Business of Fashion, le vendite dovrebbero attestarsi tra i 500mila e il milione di pezzi. Il che si traduce, in termini economici, in un utile pari ad almeno 160 milioni di euro.
Se, però, la guardiamo dal punto di vista dei consumatori, la situazione è un po’ diversa. La difficoltà di reperire gli orologi in negozio ha fatto sì che i pezzi già venduti venissero rapidamente rimessi in vendita a un costo ben più elevato. Nelle ore immediatamente successive al lancio, si potevano trovare sulle piattaforme di reselling, come eBay, Chrono24 e StockX, a oltre il doppio del prezzo originario. Ovviamente nel momento in cui le vendite si normalizzeranno, il valore sul mercato secondario scenderà. Insomma, tutto dipende dalla scarsità del prodotto, reale o indotta poco importa.

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25 maggio 2026