di
Andrea Galli
Pier Gianni Prosperini, 80 anni, detto «il Dottore»: «Sono stato condannato ingiustamente, ora consiglio il generale. Sala pensa soltanto alle ciclabili. Berlusconi? Gli consigliai di sequestrare i cellulari a Villa San Martino…»
«Ue’ me racumandi! Non mi faccia fare la figura del pirla!». Pier Gianni Prosperini. Il Prospero. L’avevamo (forse) dimenticato. E invece sta per tornare. Magari è già tornato: «Mi vedo a ore col generale. Se mi chiedesse di diventare un suo consigliere, d’accompagnarlo sfruttando la mia esperienza in politica, beh, beh… Quanto mi piace, il generale!». Pleonastico domandar chi sia il generale all’alpino Prosperini, che durante il servizio militare fu ufficiale medico: «Vannacci è un uomo vero. Un patrimonio italiano. Non conta balle; è stato in missione dall’Iraq all’Afghanistan, in Somalia e nell’ex Jugoslavia, dal Ruanda allo Yemen, nella coalizione anti-Isis…».
D’accordo. Ma lei, ci dica di lei, Prosperini, ci dica: come sta, che cosa fa? «Sto bene: sono vivo. Ho ottant’anni e continuo a leggere, studiare — qualsiasi argomento — e allenarmi».

Allenarsi. Così iniziava sul Corriere un regale ritratto del nostro Maurizio Giannattasio sul pugile dilettante Prosperini, nel 2009: «Una vita a dare pugni. E a prenderne. L’ultimo gancio l’ha piazzato tre mesi fa sulla mascella dell’ex campione europeo dei supermassimi master Billy Aird, mandandolo al tappeto. Ora al tappeto c’è lui. Pier Gianni Prosperini, il gigante, uno e novanta di altezza, 140 di torace, 46 di piede. Il “dottore” come lo chiamano tutti e come ama definirsi quando parla di se stesso in terza persona».
Quel 2009: ovvero l’anno dell’arresto per corruzione e turbativa d’asta per appalti sulla pubblicità televisiva della Regione, di cui Prosperini, vicentino di nascita, chirurgo specializzato in Dermatologia, era assessore allo Sport. Militante del Movimento sociale poi della Lega poi di Alleanza nazionale poi confluito nel Polo delle libertà, Prosperini ha anticipato, nella comunicazione, i social: le sue tirate — secche, nette, polarizzanti — contro gli immigrati («Non rispetti le leggi e i valori italiani? Camel e barcheta e te turnet a cà») sarebbero flash da Instagram, da TikTok. Appunto.
Il piglio, le modalità di Prosperini, le interazioni sono rimaste le stesse. Guardate.
I suoi pensieri sull’attuale stato dell’Italia? «Siamo subalterni di quella… della presidente della Commissione europea. Buttiamo soldi in Ucraina: il più costoso appartamento a Montecarlo vale cinquecento milioni di euro ed è di proprietà di un oligarca ucraino». Trump? «Essendo il presidente, si comporta assicurando agli Stati Uniti risorse economiche ed energetiche. I suoi elettori lo amano». Trump e noi europei? «Bah… Siamo una cisti sul gobbo». Putin? «Ci incontrammo di persona. Educato, gentile. Un grandissimo judoka. Parlavamo in tedesco, lui con quella elegante inflessione russa…». Poi? «Poi non puoi pretendere la dolcezza da un colonnello del Kgb. Ah, Vladimir Vladimirovicč… Allargando la Nato gli puntano missili lungo tutto il confine: forse dovrebbe far festa?».
Prosperini s’è definito baluardo della cristianità e flagello dei centri sociali; un tipo forse ostico da gestire, seguace della propria autonomia. Negli anni Novanta se ne andò dalla Lega con tale strascico da pestarsi con Piero Babbini, l’autista di Bossi. Milano, piazza San Babila, resoconto dello stesso Prospero: «Il bestione mi appioppa a freddo, la carogna, un gancio destro. Non mi sposta neanche il cappello. Gli salto addosso per spaccargli i denti quando vengo bloccato da un esercito di vigili urbani. Mi fanno: “Lasci stare, venga a prendere un caffè con noi”…».
Prosperini: Milano, la sua Milano, fra un anno cambia il sindaco. «Non le nascondo una delusione: il popolo vuole uno come Sala, non ne usciamo. Uno che con tutti i milioni di argomenti possibili quale eredità lascia? Le piste ciclabili. Le ciclabili!!!. Di sicuro, nel centrodestra, un candidato come Lupi non credo inciderà… Comunque il centrodestra deve parlarne col generale; non può non passare una seria, vera alleanza con Vannacci».
Le manca Berlusconi? «Tanto. Per le litigate. Insieme e contro. Non ha idea di quante volte parlammo degli spettacoli teatrali». Quali? «Le serate con le ragazze». Non erano spettacoli. «C’erano travestimenti, ruoli, trame. In ogni modo, lo ripetevo e ripetevo». Che poteva evitare? «Che doveva far lasciare giù da ogni signorina, all’ingresso, i cellulari, cosicché fosse impossibile filmare, scattare foto. Il tradimento fa parte della natura umana. Come le condanne ingiuste». Che c’entra? «Parlo delle vicende di corruzione ed esportazione di armi verso l’Eritrea… Non avevo commesso proprio niente. L’amarezza non sparirà mai». Ottenne l’affidamento ai servizi sociali, andò a fare ippoterapia coi bimbi. «Ci andavo già da decenni, in quel centro; e proseguo ad andarci: io amo i cavalli. E amo l’ippoterapia. E amo quei momenti con i bambini autistici in cui si avvicinano titubanti al cavallo e, appena ci entrano in sintonia, avvertono un impressionante senso di serenità, di sicurezza, di forza. Per loro cambia il mondo. E cambia anche per me».
Un’ultima domanda, Prosperini: va ancora in palestra?
«È casa mia».
Quanti chili solleva?
«140 chili dalla panca. Si può far di più».
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25 maggio 2026 ( modifica il 25 maggio 2026 | 14:02)
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